La Concezione di Dio nel Corano
Principio e fondamento della fede religiosa è la fede in Dio e nella Sua Unicità. Le vie della conoscenza divina sono molteplici, ma si possono riassumere nelle seguenti tre: gnosi, filosofia, scienza.
La via della gnosi ha origine nel cuore ed è subordinata alla purificazione interiore dal male e da un'indole impura; la via della filosofia ha origine nella ragione e necessita di un pensiero logico e di prove razionali; infine la via della scienza ha origine nelle facoltà percettive e si fonda sull'esperienza e sulla sperimentazione.
Il Glorioso Corano ci ha indicato ognuna di queste tre vie. Da un lato ci presenta la religione, di cui il principio è la fede in Dio Altissimo, come insita nella natura umana. Dall'altro, nella via teologica, espone prove razionali; ed infine ci offre lo scenario della creazione come luogo di sperimentazione oggettiva della conoscenza di Dio, laddove recita:
"Mostreremo loro i Nostri segni nell'universo e nelle loro stesse persone, finché non sia loro chiaro che questa è la verità. Non ti basta che il tuo Signore sia testimone di ogni cosa?" (Il Sacro Corano, 41: 53).
Dio nel Corano è l'esito ultimo di ognuna di queste tre vie, che attrae il cuore dell’essere umano, ne conquista la ragione ed ha nella fede il risultato di una corretta ricerca conoscitiva e del sapere umano. Prende a testimonio il cuore, lo guida attraverso le prove razionali, concepisce l'universo creato come luogo di sperimentazione scientifica che serve ad orientarlo.
Nel percorso della conoscenza teologica il Corano non si limita ad indicare una sola via, anche se predilige discutere la via della scienza, legata alle prove della ragione.
Nella concezione del Corano la Creazione è paragonabile ad un libro che accresce la conoscenza, di cui ogni parola è segno e prova del Sublime Altissimo, o simile ad un dipinto magnificamente figurato, che dice, in ogni suo particolare, dell'arte e della forza dell'autore, oppure si può paragonare ad un magnifico opificio, di cui ogni vite e volano rimanda alla grandezza dell'ingegnere che lo ha concepito.
Al contrario di un filosofo che concepisce Dio solo nella propria mente, o di un mistico che vede il riflesso solo nel proprio cuore, il Corano, oltre a cuore e ragione indica, in tutto l'universo sensibile, il luogo della manifestazione del Sublime Altissimo, laddove recita:
"In verità, nella creazione dei cieli e della terra e nell'alternarsi della notte e del giorno, ci sono certamente segni per coloro che hanno intelletto"(Il Sacro Corano, 3: 190).
Il Corano ci offre un'immagine della Creazione come di un tessuto perfettamente intrecciato o di una struttura ordinata e impenetrabile a qualsivoglia forma di lacerazione o sgretolamento. Esso stesso si offre come prova logica e testimonianza che rimanda al suo Sapiente e Onnipotente Creatore.Perciò, allorquando raffigura la volta celeste, recita:
"...Quindi osserva, vedi una qualsiasi fenditura? Osserva una volta ancora: il tuo sguardo ricadrà stanco e sfinito". (Il Sacro Corano, 67: 3-4).
Nella logica del Corano ogni manifestazione dell'essere è segno del Sublime Altissimo: dal mare, con le sue onde, fino al deserto e alle montagne che si spingono al cielo; dalla terra morbida, piana e fertile, fino al cielo elevato, con i suoi astri belli e affascinanti; dalla pioggia che porta vita cadendo goccia dopo goccia, fino alla terra sterile che rinasce alla fertilità; dal campo coltivato che genera gaudio e benessere, al giardino rigoglioso d'alberi e frutta; dall'incanto della luna allo splendore del sole; dall’alternarsi del giorno e della notte, all'orbita e alla posizione degli astri; e, fra tutti più importante, dall'ordinato pulsare del cuore, alle pieghe del cervello; insomma, un universo riccamente ornato che in sé racchiude i segni e le testimonianze dell'onniscienza e dalla saggezza divina, così come si sono manifestate.
Il Corano traccia le forme delle manifestazioni dell'Onnipotenza divina, che appaiono in ogni più piccola parte dell'universo sensibile, e le mostra come testimonianze della creazione e dei segni di Dio.
L'ordine, l'equilibrio, la misura e il calcolo racchiusi in ogni essere creato sono ragioni probanti che rendono evidente e imprescindibile l'esistenza di un Creatore di tale perfezione. Un Ordinatore Onnipotente e Onnisciente, non certo una coincidenza cieca e casuale (di eventi), e nemmeno una natura priva di senso e discernimento.
La Creazione, nella visione del mondo coranica, è avvenuta nella forma migliore possibile, e quindi ogni cosa è buona in sé. La Creazione è un complesso adornato nella forma più bella, un prodotto che la mano di Dio Eterno e Onnipotente ha fabbricato nella maniera migliore. Ogni cosa è stata creata in sé perfetta, e la Creazione divina non è cosa futile.
Nella Creazione dell'universo vi sono state sapienza ed un fine, e tale complesso non è inutile e vano. Questa meravigliosa struttura è manifestazione di un Intelletto Eterno ed è dotata di una solidità che deriva dalla sapienza. Ogni particella nella Creazione era ed è un segno, fra gli infiniti segni, della divinità e una prova di quella forza imperitura.
Il Corano per un verso esprime il concetto che le creature divine sono state prodotte nel migliore dei modi, laddove recita:
"E' Colui che ha perfezionato ogni cosa creata..." (Il Sacro Corano, 32: 7).
E fa questo attraverso l'uso di molteplici vocaboli, quali migliore, ottimo, equilibrio, valore e misura. Da un lato afferma che l'Universo Creato non è futile e vano, è bensì fondato su un disegno preciso e questo esprime (per antinomia) attraverso vocaboli quali vizio, perversione, fenditura.
Fonte:al-islam.org