Brexit, su cosa si vota stasera e perché May rischia
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(Pars Today Italian) – Theresa May in bilico, conservatori in crisi e un nuovo assalto del parlamento all’agenda sulla Brexit.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Apr 01, 2019 12:55 Europe/Rome
  • Brexit, su cosa si vota stasera e perché May rischia

(Pars Today Italian) – Theresa May in bilico, conservatori in crisi e un nuovo assalto del parlamento all’agenda sulla Brexit.

Il Regno Unito si avvia a una nuova settimana di turbolenze sul divorzio di Londra dall’Unione europea, il processo che si trascina da quasi tre anni e avrebbe dovuto concludersi lo scorso 29 marzo.Dopo la terza bocciatura dell’accordo siglato da Theresa May con i partner europei, il primo aprile la Camera dei Comuni metterà ai voti una serie di opzioni alternative all’intesa sponsorizzata dalla premier. Si tratta degli ormai celebri «voti indicativi», gli emendamenti non vincolanti che i deputati possono proporre a integrazione (o in sostituzione) del patto voluto da May. Lo scorso mercoledì, 27 marzo, la Camera aveva già avanzato un pacchetto di proposte analoghe, salvo bocciare tutti gli otto emendamenti accolti dallo speaker John Bercow. Oggi Bercow dovrà selezionare di nuovi quali e quanti «piani B» possono essere ammessi al voto, facendo una cernita fra le otto proposte arrivate sul suo tavolo. Nel frattempo, però, May non ha rinunciato al tentativo di far passare il suo accordo e potrebbe organizzare un quarto voto «significativo» fra martedì 2 aprile e giovedì 4 aprile. Ricapitolando. Il governo britannico ha ottenuto dall’Europa un rinvio della Brexit, facendo slittare l’inizio ufficiale della separazione dal 29 marzo al 12 aprile 2019. Secondo l’accordo, ci sono due opzioni complementari: se May riesce a far passare il suo accordo entro il 12 aprile, Londra si avvia al divorzio il 22 maggio (data non casuale: è la vigilia delle elezioni europee, scongiurando così il rischio della partecipazione della Gran Bretagna al voto); se May non riesce a incassare il via libera, il governo dovrà comunicare entro quella data come intende procedere. In assenza di alternative, l’unico sbocco realistico è il no-deal. Il 29 marzo May ha subito l’ennesima sconfitta alla Camera, vedendo bocciare il suo accordo con uno scarto di 58 voti. Due giorni prima, il 27 marzo, il parlamento aveva provato a mettere sul tavolo un totale di otto «voti indicativi», con ipotesi che andavano da un secondo referendum all’uscita unilaterale. Sono stati tutti bocciati. Il parlamento sta cercando di sbloccare una seconda volta l’impasse.