Cina, chiuso il consolato Usa a Chengdu
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(Pars Today Italian) –– Mentre il consolato americano di Chengdu è stato ufficialmente chiuso alle ore 10, locali, del 27 luglio, tramite il suo account Twitter, il think tank cinese dell’Università di Pechino, il South China Sea Strategic Situation Probing Initiative, ha segnalato più avvicinamenti di aerei da guerra americani alle coste cinesi, uno dei quali è arrivato a 76,5 km da Shanghai, segnando la minor distanza raggiunta negli ultimi anni.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Lug 27, 2020 14:18 Europe/Rome
  • Cina, chiuso il consolato Usa a Chengdu

(Pars Today Italian) –– Mentre il consolato americano di Chengdu è stato ufficialmente chiuso alle ore 10, locali, del 27 luglio, tramite il suo account Twitter, il think tank cinese dell’Università di Pechino, il South China Sea Strategic Situation Probing Initiative, ha segnalato più avvicinamenti di aerei da guerra americani alle coste cinesi, uno dei quali è arrivato a 76,5 km da Shanghai, segnando la minor distanza raggiunta negli ultimi anni.

In particolare, secondo il think tank, un aereo antisommergibile di tipo P-8A e un velivolo EP-3E da ricognizione americani hanno sorvolato lo stretto di Taiwan, avvicinandosi alle coste delle province cinesi meridionali di Zhejiang e Fujian, già nella giornata del 26 luglio. Nelle prime ore del giorno successivo, un P-8A si sarebbe avvicinato a 76,5 km dalla città cinese di Shanghai e un EP-3E sarebbe invece giunto a 106 km alla costa meridionale del Fujian. Quest’ultimo, nel corso della giornata, avrebbe condotto attività di riconoscimento a meno di 100 km dalla provincia di Guangdong. Nella settimana dal 20 al 26 luglio, più E-8C americani si sarebbero avvicinati a meno di 185 km dalle coste del Guangdong almeno quattro volte. South China Sea Strategic Situation Probing Initiative ha specificato che si è trattato del 12esimo giorno consecutivo nel quale aerei da guerra americani si sono avvicinati alle coste cinesi. Inoltre, ha aggiunto che, sempre nella giornata del 27 luglio, un altro aereo da ricognizione americano, di tipo RC-135W, sarebbe entrato nello spazio aereo di Taiwan ma, in questo caso, non ci sono state conferme e il Ministero della Difesa di Taipei si è rifiutato di rilasciare commenti in proposito. Le ultime segnalazioni del think tank sono arrivate a pochi giorni di distanza dal rilascio di un audio, registrato da un amatore, il 23 luglio, il quale sembrerebbe essere un avvertimento da parte della marina cinese ad un aereo da guerra americano nella quale si minaccia l’aeromobile di cambiare rotta se non vuole essere “fermato”. Tuttavia, nonostante sia stato possibile capire che l’aereo stesse sorvolando il Nord dello stretto di Taiwan, non è chiaro quale velivolo fosse coinvolto. Secondo il think tank, nella prima metà del 2020, i riconoscimenti aerei americani nel Mar Cinese Meridionale sono entrati in una nuova fase , caratterizzata da maggiore frequenza, prossimità alla Cina e varietà di missioni. Solo nel mese di luglio 2020, gli aerei americani avrebbero eseguito almeno 50 voli in tali acque. Le relazioni tra Pechino e Washington si trovano ad un punto di massima tensione su più fronti, che al momento riguardano soprattutto la questione di Hong Kong, del Xinjiang e del Mar Cinese Meridionale. Nei primi due casi, lo scontro è avvenuto soprattutto per mezzo di canali diplomatici e attraverso l’applicazione di leggi avverse l’un l’altro. Lo scorso 24 luglio, il Ministero degli Esteri cinese ha ordinato la chiusura del consolato generale americano a Chengdu, in risposta alla mossa americana del 21 luglio, quando gli Stati Uniti hanno ordinato alla Cina di chiudere il proprio consolato a Houston, sostenendo che avesse operato furti di dati da varie strutture in Texas. Nel caso del Mar Cinese Meridionale, invece, sia Pechino sia Washington hanno condotto operazioni militari contemporaneamente e si sono reciprocamente denunciate di aver cercato di militarizzare le acque e di distruggere la stabilità regionale. Lo scorso 21 luglio, il segretario alla Difesa americano, Mark Esper, ha annunciato che vorrebbe recarsi in visita in Cina entro la fine dell’anno per migliorare i canali di comunicazione in caso di crisi e ha aggiunto che Pechino non ha alcun diritto di trasformare il Mar Cinese Meridionale nel proprio “impero marittimo”.

 

 

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