Iraq, Rapporto Chilcot ammette: Un errore l’invasione
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LONDRA (Pars Today Italian) – 'allora presidente dell'Iraq Saddam Hussein non rappresentava una minaccia imminente al momento dell'invasione britannica del 2003.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Lug 06, 2016 11:55 Europe/Rome
  • Iraq, Rapporto Chilcot ammette: Un errore l’invasione

LONDRA (Pars Today Italian) – 'allora presidente dell'Iraq Saddam Hussein non rappresentava una minaccia imminente al momento dell'invasione britannica del 2003.

È quanto ha svelato Sir John Chilcot presentando un'indagine sul ruolo del Regno Unito nella guerra in Iraq. L'inchiesta, in sostanza, è giunta alla conclusione che il governo del Regno Unito sotto la guida dell’ex primo ministro Tony Blair aveva commesso un errore invadendo l'Iraq. Secondo il rapporto, la decisione di entrare in guerra era stata presa sulla base di dati e valutazioni di intelligence false. “L'azione militare in Iraq sarebbe stata necessaria a un certo punto, ma nel marzo 2003 non si era registrata alcun minaccia imminente di Saddam Hussein - ha detto Chilcot -. La strategia di contenimento avrebbe potuto essere adattata e continuare per un certo tempo. La maggioranza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu aveva sostenuto la prosecuzione delle ispezioni e il monitoraggio delle Nazioni Unite”, ha sottolineato ancora Chilcot. L'invasione del Regno Unito in Iraq nel 2003 si concluse con un accordo “umiliante” dei militari britannici con le milizie locali che le avevano prese di mira ed erano lontane dal successo. Secondo Chilcot “nel 2007, la milizia predominante a Bassora, che i comandanti britannici non erano stati in grado di sfidare, ha portato il Regno Unito ad uno scambio di detenuti per porre fine agli attacchi contro le sue forze. È stato umiliante che il Regno Unito abbia raggiunto una posizione di accordo con un gruppo di miliziani - ha dichiarato Chilcot -, che avevano preso di mira attivamente forze del Regno Unito, considerandola la migliore opzione disponibile. Il ruolo militare britannico in Iraq si è concluso molto lontano dal successo”, ha aggiunto Chilcot. L'ex primo ministro britannico Tony Blair ha sopravvalutato la propria capacità di influenzare le decisioni prese dalle autorità statunitensi sull’Iraq. Lo ha detto Chilcot precisando che “il rapporto del Regno Unito con gli Stati Uniti si è dimostrato abbastanza forte nel tempo per sopportare il peso di un accordo ‘disonesto’”, ha aggiunto. L'ex primo ministro britannico Tony Blair si è assunto la piena responsabilità per eventuali errori commessi durante l’invasione britannica dell'Iraq nel 2003. “Mi assumo la piena responsabilità per eventuali errori senza alcuna eccezione o giustificazione”, ha detto Blair in una dichiarazione sul suo sito web aggiungendo che avrebbe reso omaggio alle forze armate del Regno Unito ed esprimendo rammarico per la "perdita di vite umane e il dolore che ha causato alle famiglie”. “Il rapporto fa critiche reali e materiali di preparazione, pianificazione, dei processi e del rapporto con gli Stati Uniti”, ha aggiunto ammettendo che la rimozione di Saddam Hussein dall’Iraq è stata necessaria e non ha portato alla crescita del terrorismo che vediamo oggi. “Voglio dire al tempo stesso che la rimozione è stata la scelta migliore e non credo sia stata la causa del terrorismo che vediamo oggi in Medio Oriente o in altre parti del mondo”, ha detto Blair ha detto in una dichiarazione. “La cosa più importante che possiamo fare è quello di imparare davvero la lezione per il futuro” ha detto Cameron che ha annunciato una due giorni di dibattito la prossima settimana sul rapporto di Sir John Chilcot. “Chiaramente il Parlamento avrà la possibilità di studiare e discutere a fondo” la vicenda. In ogni caso, ha precisato il premier, il paese dovrebbe fare affidamento sulle sue agenzie di intelligence. “Le agenzie di intelligence sono brillanti e lavorano sodo, hanno aiutato a tenerci al sicuro tutti i giorni dell'anno. Dal novembre 2014, sono stati in grado di sventare sette diversi attacchi terroristici pianificati per le strade del Regno Unito. Ciò che questo rapporto mostra è che ci deve essere una corretta separazione tra il processo di valutazione dell'intelligence e il processo decisionale che ne scaturisce”, ha detto Cameron aggiungendo che le forze armate del Regno Unito "rimangono l'invidia del mondo", e l'intervento non è stato sempre sbagliato. “La Gran Bretagna non deve ridurre e non ridurrà il suo ruolo sulla scena mondiale o non riuscirà a proteggere il suo popolo", ha detto. Il leader dell'opposizione del Regno Unito Jeremy Corbyn ha detto che il parlamento nazionale deve avere l'ultima parola nella distribuzione delle truppe all'estero, dopo la pubblicazione dell'inchiesta Chilcot. Parlando in Parlamento dopo il Primo Ministro, Corbyn ha detto che il governo deve "dare al Parlamento la parola decisiva sulle eventuali decisioni future di andare in guerra sulla base di informazioni oggettive - non solo attraverso discrezionalità del governo, ma attraverso un war powers act che spero passi in Parlamento”.