Usa 2016: Trump, "vinceremo alla grande", media disonesti
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NEW YORK (Pars Today Italian) – Donald Trump torna ad attaccare i media e la rivale Hillary Clinton, promette la difesa del Secondo emendamento della Costituzione (quello che garantisce il diritto a possedere le armi) e anticipa ai suoi supporter: "Vinceremo alla grande" alle elezioni presidenziali che in Usa si terranno il prossimo novembre.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ago 11, 2016 14:11 Europe/Rome
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NEW YORK (Pars Today Italian) – Donald Trump torna ad attaccare i media e la rivale Hillary Clinton, promette la difesa del Secondo emendamento della Costituzione (quello che garantisce il diritto a possedere le armi) e anticipa ai suoi supporter: "Vinceremo alla grande" alle elezioni presidenziali che in Usa si terranno il prossimo novembre.

Parlando da Abingdon, Virginia, con un tono della voce particolarmente basso e sotto controllo, il candidato repubblicano sostiene che i "media sono totalmente disonesti". Secondo il miliardario di New York, è colpa anche loro se il sistema politico è "corrotto": i media, dice lui, prendono un piccolo episodio e lo trasformano in un caso enorme. Riferimento indiretto alle sue parole di ieri e che hanno sollevato rinnovate polemiche? Ieri sembrava avere alluso alla possibilità di 'fermare' la rivale usando appunto le armi. Non curante delle critiche ricevute per una frase che secondo lui è stata travisata, Trump aggiunge: "Ci sono tante cose che vanno tutelate in questo Paese a cominciare dal Secondo emendamento che è sotto attacco". E nel giorno in cui nuovi dubbi sono emersi negli Stati Uniti su un possibile conflitto d'interessi vissuto in passato da Clinton, visti i rapporti tra il dipartimento di Stato, che dirigeva, e la fondazione di famiglia, la Clinton Foundation, Trump incalza: il "pay for play è illegale. E' una cosa molto seria". Mentre Trump modera la sua voce, Clinton da Des Moines (Iowa) è tornata a incitare i suoi fan alzandola, talvolta gridando. La differenza è notevole: "Io voglio essere un presidente a sostegno delle aziende, non come Trump che si è rifiutato di pagare" per i servizi ricevuti. "Questo non è il modo di condurre business in America".