Domani Consiglio europeo a Bruxelles, venerdì vertice a 27
BRUXELLES (Pars Today Italian) – Si svolgerà a partire da domani pomeriggio alle 15.30, a Bruxelles, il tradizionale vertice dei capi di Stato e di governo dell'Ue (Consiglio europeo) di marzo, che questa volta sarà diviso in due diverse sessioni, una formale a 28 e la seconda, venerdì, a 27 senza il Regno Unito.
Il vertice sarà dedicato in gran parte alla crisi migratoria e alla situazione economica. Per l'Italia parteciperà il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Si tratta del primo Consiglio europeo formale a cui interviene come presidente del Parlamento europeo, per il tradizionale discorso preliminare ai capi di Stato e di governo, l'italiano Antonio Tajani, eletto a metà gennaio. Dopo l'intervento di Tajani, il premier maltese Joseph Muscat, il cui governo esercita la presidenza di turno semestrale del Consiglio dei ministri dell'Ue, gestirà il passaggio delicato dell'elezione - o meglio, salvo sorprese, della rielezione - del presidente del Consiglio europeo. L'attuale presidente, il polacco Donald Tusk, non ha più la fiducia del governo di Varsavia, che vorrebbe sostituirlo con un altro polacco, l'europarlamentare del Jacek Saryusz-Wolski. Per aver accettato di candidarsi, Saryusz-Wolski è entrato in rotta con il proprio partito europeo, il Ppe, a cui appartiene anche Tusk. L'elezione del presidente del Consiglio europeo, comunque, può essere decisa a maggioranza qualificata, e anche se il governo polacco trovasse qualche alleato fra i paesi dell'Est governati in questo momento da partiti anti europeisti, quasi tutti i leader dei Ventotto sono intenzionati a confermare Tusk al suo posto per altri due anni e mezzo. Dopo l'elezione, il Consiglio europeo continuerà con un dibattito, presieduto ancora da Muscat, sulla risposta dell'Ue alla crisi migratoria e sullo stato di attuazione delle decisioni prese in precedenza. Proseguirà quindi, come sempre nel vertice di marzo, con una discussione approfondita sulla situazione economica, con la partecipazione del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Questa volta, rispetto agli anni scorsi, le novità sono due: la prima è che la situazione sta finalmente andando meglio sia per la crescita, che per l'occupazione, che per il risanamento dei bilanci pubblici. Nella sua lettera di invito al vertice, Tusk sottolinea che "dobbiamo usare quest'impulso per rafforzare le nostre economie e per distribuire in modo più ampio e più giusto i benefici della crescita fra i cittadini". Inoltre, si parlerà delle tensioni a livello internazionali fra le nuove tendenze protezioniste e isolazioniste, rafforzate dall'arrivo di Donald Trump alla Casa bianca, e il tradizionale approccio dell'Ue favorevole al libero commercio e al multilateralismo, e contrario alle barriere. Un approccio che però è oggi minato all'interno del campo europeo dai nuovi nazionalismi, dalle forze populiste e anche dai movimenti anti globalizzazione. Alla fine della discussione sull'economia, e subito prima della cena di lavoro, i leader si occuperanno della richiesta di 17 Stati membri (il minimo indispensabile sarebbe nove) di procedere a una "cooperazione rafforzata" per stabilire il Procuratore europeo. Il Consiglio europeo dovrebbe constatare che non sussistono le condizioni perché i Ventotto procedano tutti insieme, e prendere atto della volontà dei paesi favorevoli di avviare la cooperazione rafforzata, senza essere bloccati dai paesi più restii. Una esemplificazione concreta di come l'Europa a più velocità, evocata sempre più spesso come scelta necessaria per il rilancio dell'integrazione verso "un'unione sempre più stretta" dei paesi membri, sia già oggi una realtà possibile e operante. A cena, i Ventotto discuteranno della situazione nei Balcani occidentali. Ricominciano ad apparire tensioni che rischiano di far tornare la regione agli anni '90, come continua a denunciare il premier serbo Aleksandar Vucic, e come testimonierà l'Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini, dopo i suoi recenti viaggi nei Balcani.