Migranti: Guardia Costiera, navi Ong non sono fattore attrazione
ROMA (Pars Today Italian) – Le navi delle Ong non sono un elemento di attrazione per chi fa partire i gommoni carichi di migranti.
E' la valutazione del comandante generale della Guardia Costiera Vincenzo Melone, che oggi ha parlato in audizione in Commissione Difesa al Senato. Nel 2014 - ha spiegato - i mercantili soccorsero circa 42mila migranti. Nel 2016 siamo scesi a 13 mila, il che vuol dire che gli altri sono stati soccorsi dalle Ong. La presenza in area delle navi delle Ong fa dunque sì che vengano utilizzate da chi deve coordinare i soccorsi, "ma definire questo come un fattore di attrazione - ha detto Melone - non mi sento di dirlo". Intanto, ha detto ancora il comandante della Guardia costiera, diminuiscono costantemente le chiamate di soccorso da parte dei migranti e aumentano invece gli avvistamenti da parte dei mezzi che si trovano davanti alla Libia. Le chiamate satellitari, ha spiegato, erano "nel 2015 l'80% del totale dei casi di ricerca e soccorso. Nel 2016 si è passati al 45% e in questi primi mesi dell'anno siamo al 36%". La politica "faccia quello che deve fare", perché di fronte ad un fenomeno di queste dimensioni "la soluzione in mare non c'è, non esiste": "noi cerchiamo di curare un sintomo, salvando vite, ma la malattia si cura a terra", hadetto ancora Melone: "non potete chiedere alla Guardia Costiera di governare il fenomeno". "Sarebbe bene che i corridoi umanitari venissero fatti a terra, non in mare, con lo screening dell'Onu, dell'Oim e delle altre Ong. Noi non possiamo stare a discutere se l'imbarcazione ha spento o non spento il transponder, è entrata o non è entrata nelle acque libiche, che è un problema minimale rispetto all'enorme crisi che c'è. E' la politica che deve fare quello che deve fare, soprattutto a livello internazionale", poiché l'Italia "sta facendo il suo alla grande". La presenza delle navi italiane a ridosso delle coste libiche "non risponde ad un indirizzo governativo o politico - ha proseguito Melone - ma alla necessità di salvare vite".