Regime saudita distrugge Awamyah tra l’indifferenza del mondo
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RIAD- I bulldozer del regime di Riyadh stanno radendo al suolo la città sciita di Awamyah, costringendo gli abitanti a fuggire dalle case. Secondo fonti locali, migliaia di persone sono state costrette a evacuare la città e le loro proprietà sono state confiscate.
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Ago 06, 2017 03:24 Europe/Rome
  • Regime saudita distrugge Awamyah tra l’indifferenza del mondo

RIAD- I bulldozer del regime di Riyadh stanno radendo al suolo la città sciita di Awamyah, costringendo gli abitanti a fuggire dalle case. Secondo fonti locali, migliaia di persone sono state costrette a evacuare la città e le loro proprietà sono state confiscate.

Awamyah è da parecchio al centro delle proteste della minoranza sciita saudita, e lo stesso Nimr al-Nimr, prestigioso leader religioso incarcerato dal regime nel 2016 per aver difeso i diritti di quella gente, proviene dalla città.

Da tempo Riyadh esercita una brutale repressione verso la minoranza sciita, sistematicamente emarginata e perseguitata, rispondendo con la violenza alle proteste. Gli attivisti locali accusano le forze di sicurezza saudite di scacciare i residenti sparando alle case ed alle auto, bruciando abitazioni e negozi, tagliando elettricità e acqua. Le autorità saudite lo negano, ma diversi video pubblicati on-line mostrano una città ridotta in macerie.

Malgrado siano sorti diversi comitati locali per tentare di tenere in vita alcuni servizi essenziali, per la maggioranza della popolazione è divenuto sempre più difficile rimanere in città fra i disagi aggravati dal caldo torrido.

Secondo diversi analisti, Riyadh intende svuotare Awamyah nel quadro di una duplice strategia: da un canto alterare la componente demografica attraverso una sostanziale pulizia etnica della popolazione sciita, dall’altro disperdere un centro di opposizione al regime saudita.

È dal 10 maggio che le forze di sicurezza hanno messo Awamyah nel mirino, giungendo a utilizzare elicotteri ed armi pesanti per sconvolgere la città. La motivazione ufficiale delle devastazioni sarebbe una cosiddetta “ristrutturazione” dello storico quartiere di al-Mosara per realizzare un mega progetto edilizio. Nei disordini, iniziati quando sono cominciate le sistematiche demolizioni, ci sono state numerose vittime, anche fra le forze di sicurezza.

Il sedicente rinnovamento di al-Mosara, un quartiere che era rimasto sostanzialmente intatto per quattro secoli, ha spinto l’Onu a chiedere a Riyadh di fermare le distruzioni che, stando alla motivazione della richiesta, arrecano un danno irreparabile al patrimonio storico e culturale della città, che viene cancellato.

Nel frattempo, comunità e media internazionali rimangono indifferenti, ignorando la pulizia etnica messa in atto ad Awamyah. I Paesi occidentali, Stati Uniti e Gran Bretagna per primi, continuano a fornire a Riyadh armi e coperture politiche perché proseguano nel soffocare il dissenso nella regione a maggioranza sciita.

di Salvo Ardizzone

Il Faro Sul Mondo