Viaggio segreto di Mohammed bin Salman in Israele
Un funzionario israeliano ha confermato che l’erede al trono saudita Mohammed bin Salman si è recato in Israele il 7 settembre; allora,
i media riferirono che un principe saudita si era recato in Israele per incontrarsi con i suoi vertici, adesso giunge la conferma che l’uomo forte di Riyadh ha trattato segretamente di persona con l’entità sionista.
Israele e l’Arabia Saudita non intrattengono ufficialmente rapporti diplomatici, ma è ampiamente risaputo che negli ultimi anni hanno allacciato strette e continue relazioni per i comuni interessi nella gestione del Medio Oriente; tuttavia, il fatto che Mohammed bin Salman, l’erede al trono, si sia recato a discutere con Netanyahu e i più stretti collaboratori di Governo, pone le premesse per un cambiamento politico di notevole portata.
Riyadh e Tel Aviv sarebbero ben felici di andare ufficialmente a braccetto vista la stretta assonanza; per entrambi è fondamentale sia mantenere il sistema di assoggettamento della regione sin qui perseguito, e per questo mantenere a tutti i costi l’ombrello Usa che con le Amministrazioni Obama sembrava allontanarsi, sia contenere la crescente influenza dell’Iran, e soprattutto ostacolare quell’Asse della Resistenza visto come un nemico irriducibile.
Il fatto è che i sentimenti anti israeliani continuano ad essere forti nell’opinione pubblica araba per il perpetuarsi dei crimini dell’entità sionista; un avvicinamento a Tel Aviv, malgrado la brutale occupazione della Palestina e le atrocità che continua a commettere impunemente sulla popolazione, indignerebbe la maggioranza degli arabi e metterebbe qualunque di quei Governi in una posizione difficile.
Ovviamente, per Israele, ottenere la normalizzazione dei rapporti con l’Arabia Saudita, il Paese guardiano dei luoghi Santi dell’Islam, sarebbe un successo politico enorme; per questo Yisrael Katz, ministro dei Trasporti e dell’Intelligence israeliano, ha sollecitato re Salman ad invitare Netanyahu a Riyadh per stabilire normali rapporti diplomatici, e Avigdor Lieberman, altro Ministro israeliano, ha chiesto un accordo con i Paesi Arabi, e con l’Arabia Saudita per prima, come precondizione per qualsiasi trattativa sulla questione palestinese.
Tuttavia, la leadership israeliana sottovaluta l’ovvia ostilità delle popolazioni arabe e dei loro Governi verso l’entità sionista, come dimostrato la settimana scorsa in Russia, alla Conferenza dell’Unione Parlamentare, quando lo speaker dell’Assemblea Nazionale del Kuwait ha intimato ai delegati israeliani di lasciare la sala, chiamandoli occupanti e assassini di bambini.
Malgrado tutto ciò, il profondo cambiamento dell’equilibrio strategico nel Medio Oriente, che vede l’affermarsi dell’Iran come potenza regionale e il sorgere dell’Asse della Resistenza come architrave futura dell’area, costringe Israele, Arabia Saudita e altri Stati arabi loro vassalli a stringere legami sempre più stretti, ufficializzando ciò che è già nei fatti da tempo.
La visita segreta di Mohammed bin Salman non è altro che un episodio della cinica trama di potere intessuta per mantenere privilegi e l’assoggettamento sulla regione; è tuttavia un fatto che quel tempo è tramontato e un nuovo medio Oriente è ormai sorto.
di Salvo Ardizzone
Il Faro Sul Mondo