I civili uccisi in Iraq e mai contati dall’esercito americano
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NEW YORK (Pars Today Italian) - La notte del 20 settembre 2015 un attacco aereo statunitense distrusse quasi completamente due edifici a Mosul, sulla sponda del fiume Tigri.
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Nov 26, 2017 15:41 Europe/Rome
  • I civili uccisi in Iraq e mai contati dall’esercito americano

NEW YORK (Pars Today Italian) - La notte del 20 settembre 2015 un attacco aereo statunitense distrusse quasi completamente due edifici a Mosul, sulla sponda del fiume Tigri.

Secondo le informazioni di intelligence ottenute dagli americani, i due edifici erano usati da ISIS per riempire di esplosivi auto e furgoni impiegati negli attentati suicidi. Qualche ora dopo, il video dell’attacco fu pubblicato sul canale YouTube della coalizione anti-ISIS guidata dagli Stati Uniti: mostrava i due edifici ripresi dall’alto; poi improvvisamente l’esplosione, e un’alta colonna di fumo nero. I due edifici colpiti dall’attacco americano non erano però strutture dell'Isis, ma case abitate da due famiglie con figli adolescenti senza alcun legame con l’ISIS. Le persone che sopravvissero al bombardamento furono solo due: Basim Razzo, che perse la moglie e la figlia, e sua cognata Azza, che perse il marito e il figlio diciottenne. I quattro civili uccisi furono conteggiati dall’esercito americano come miliziani dell'ISIS e per molto tempo i militari non vollero considerare l’ipotesi di avere commesso un errore. La coalizione anti-ISIS sostiene che la campagna aerea contro l'ISIS in Siria e in Iraq sia una delle più precise di sempre. Gli sforzi successivi di Razzo di denunciare quello che era successo, e una grossa e importante inchiesta del New York Times pubblicata la scorsa settimana, hanno mostrato però una realtà diversa: cioè che negli ultimi anni l’esercito americano ha sottostimato i morti civili della guerra contro l’ISIS. L’inchiesta del New York Times, molto apprezzata e ripresa, si intitola “The Uncounted”.