Siria: Erdogan, Turchia potrebbero spingersi da Afrin fino all’Iraq
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ANKARA- Il presidente Erdogan ha affermato che la Turchia potrebbe allargare le sue operazioni contro le milizie curde condotte in territorio siriano, da Afrin fino al confine iracheno.
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Gen 28, 2018 09:05 Europe/Rome
  • Siria: Erdogan, Turchia potrebbero spingersi da Afrin fino all’Iraq

ANKARA- Il presidente Erdogan ha affermato che la Turchia potrebbe allargare le sue operazioni contro le milizie curde condotte in territorio siriano, da Afrin fino al confine iracheno.

Rivolgendosi a notabili del suo partito, l’Akp, il leader turco ha promesso di “ripulire” la città di Manbij, a est di Afrin, occupata dalle formazioni dell’Ypg sostenute da Forze Speciali Usa.

Nel suo discorso Erdogan ha dichiarato di voler continuare le operazioni fino a quando non ci saranno più terroristi lungo i confini, ovvero, fino ad aver allontanato le formazioni curde dell’Ypg/Pkk dal territorio turco.

L’offensiva, denominata “Ramoscello d’Ulivo”, ha preso l’avvio nel cantone di Afrin dopo che gli Usa avevano dichiarato di voler creare una forza composta da 30mila combattenti curdi a ridosso dei confini turchi.

Ankara vede i miliziani curdi siriani, le Ypg, come una branca del Pkk, la formazione terroristica che da decenni combatte contro il Governo centrale turco, e non tollera la creazione di una zona franca, controllata dai guerriglieri curdi, lungo i suoi confini.

La Turchia è già intervenuta in Siria nell’agosto del 2016 con l’Operazione “Scudo dell’Eufrate”, per impedire proprio che l’area controllata dai curdi siriani, il Rojava, si espandesse dai confini iracheni fino ad Afrin.

Il presidente Trump ha avuto un colloquio telefonico con Erdogan mercoledì scorso, per esortarlo a limitare le operazioni militari, ma non sembra aver avuto alcun risultato.

Messi in chiara difficoltà dalle operazioni militari turche che minacciano di espandersi, giovedì i curdi siriani hanno chiesto a Damasco d’intervenire per proteggere i confini del Cantone di Afrin dall’avanzata di Ankara.

Ormai sono 7 giorni che si combatte; reparti di Special Forces e reparti corazzati affiancano le milizie del Free Syrian Army, controllate dai turchi, nell’attaccare le Ypg curde sotto la copertura di continui raid aerei e dell’artiglieria, per allontanarle di almeno 25 Km dai confini. Le perdite sarebbero ingenti da entrambe le parti, oltre che fra i civili coinvolti negli scontri.

L’Operazione “Ramoscello d’Ulivo” sta ponendo Washington in imbarazzo, perché rischia di ridimensionare fortemente la carta curda, su cui essa ha puntato per mantenere la propria influenza nell’area.

L’eventuale espandersi dell’area degli scontri a est, verso Manbij, rischierebbe di porre di fronte i militari Usa e le forze turche; uno scontro, anche fortuito fra di esse spingerebbe la Turchia ancor di più ad avvicinarsi alla Russia (e indirettamente all’Asse della Resistenza).

di Salvo Ardizzone

Il Faro Sul Mondo