Nasrallah: i cambiamenti nella regione sono a favore della resistenza
BEIRUT (Pars Today Italian) - Il leader di Hezbollah libanese Seyed Hasan Nasrallah rifiuta il cosiddetto "accordo del secolo" per la Palestina proposto da Stati Uniti e Israele.
Tutti i leader politici della Palestina devono stare attenti su questo piano israelo-americano, con il quale vogliono suggellare il futuro della Palestina. Il consigliere del presidente degli Stati Uniti Jared Kushner ha iniziato la scorsa settimana insieme a un'altro inviato Usa, Jason Greenblatt, la sua visita in Medio Oriente per finalizzare il suo piano di pace. Nei territori palestinesi occupati si sono incontrati due volte con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Tuttavia, l'Autorità palestinese ha rifiutato di incontrarli. Per i palestinesi, l'America è stata screditata a svolgere un ruolo di primo piano in un processo di pace ipotetica per la sua presa di posizione a favore di Israele e il suo riconoscimento scandaloso della città santa occupata palestinese Al-Quds (Gerusalemme) come capitale del regime di Tel Aviv e il trasferimento lì dell'ambasciata americana. Date queste circostanze, Nasrallah ha voluto mettere in evidenza la resistenza dei palestinesi, in particolare nella Striscia di Gaza, agli attacchi quotidiani del regime israeliano. "Le marce del ritorno a Gaza dimostrano la grande resistenza dei palestinesi", ha detto il leader. Rivedendo le notizie da altre parti della regione, il leader di Hezbollah ha elogiato la lotta antiterroristica dell'esercito siriano nel sud del paese. "I terroristi della Siria meridionale sono prossimi al collasso totale", ha sottolineato Nasrallah. Per quanto riguarda lo Yemen, i leader di Hezballah libanese ha nuovamente condannato la coalizione saudita e i suoi "alleati nella regione e le loro offensive militaricontro la città di Al-Hudaydah e ha osservato che a suo giudizio la campagna militare saudita in quel porto strategico fallira. Infine, il leader di Hezbollah, ha elogiato la lotta del popolo yemenita contro i suoi aggressori.