Siria: dalla Turchia arrivano 9.000 terroristi Daesh con permesso NATO
DAMASCO (Pars Today Italian) - La pace si allontana dalla Siria. Dalla sola Turchia, con permesso NATO, lasciapassare per 9.000 terroristi Daesh.
Arrivano anche dall’Asia centrale , dalla Russia , dalla Cina, a migliaia, per rimpiazzare senza indugio gli “eroi” caduti . Non solo. In aprile il “Dipartimento di difesa statunitense ha fornito 2.000 tonnellate di armi a “gruppi armati moderati” delle quali 500 sono state immediatamente ridistribuite ad Al-Nusra (Al-Qaida) ed altre 500 a Daesh”. Ricorda che tra i gruppi terroristi inclusi dagli States ritroviamo cosidetto l'”Esercito dell’Islam” e Il “Movimento islamico degli uomini liberi di Sham” finanziati dalla Gran Bretagna e dall’Arabia saudita , gruppi che si sono distinti in strage di civili e in decapitazioni. Mentre la Russia procede con una certa coerenza nel sostegno ad un governo legittimo , gli Stati Uniti sono in piena confusione. Abbiamo assistito a scontri di gruppi finanziati dalla Cia con gruppi finanziati dal Pentagono e dichiarazioni di Kerry per il blocco degli aiuti finanziari e materiali ad Al-Nusra e a Daesh con richieste perentorie all’alleato Turco di ostacolare il transito dei “ribelli”.
Gli “amici della Siria”* si mostrano contrariati dalla riconquista di Aleppo da parte dell’esercito siriano perché in parte è controllata da “ribelli moderati” che , guarda un pò , bombardano assieme ai militanti Daesh moschee, ospedali, scuole, collegi cristiani*…e ciò evidenzia come l’obiettivo politico dell’Occidente e delle petromonarchie sia la caduta del governo della Siria , naturalmente con finalità diverse, e non certo la sconfitta del terrorismo che si avvale di una molteplicità di sigle che non nascondono la strategia genocida al fine di creare un governo fantucio.
Le Trattative sulla pace difficilmente possono andare a segno, innanzitutto perché la calata di tanti tagliagole perpetua inevitabilmente la guerra, con la piena responsabilità dell’Occidente ( risulta ovvio il tentativo di impedire all’esercito siriano di riconquistare il territorio strappato dai terroristi Daesh e di formalizzare, se non è possibile la distruzione dello stato siriano, la nascita di un Sunnistan che comprenda aree sia irachene che siriane).
In secondo luogo le richieste dell’Arabia Saudita, che hanno trovato una sponda nel capo della diplomazia europea Federica Mogherini, sono tali che impediscono che ci si metta davanti ad un tavolo : l’estromissione dai negoziati non solo di Assad ma di tutti gli alti funzionari sciiti, alawiti, cristiani*, oltre che ovviamente dei Curdi. Un boicottaggio che denuncia l’ostinata aspirazione saudita alla destabilizzazione della regione.
La guerra continuerà alimentata e sospinta dall’ esterno, magari intervallata con dei “cessate il fuoco”. Del resto nè la Federazione russa nè il governo siriano possono cedere tanto terreno ai terroristi , perché se è vero che Aleppo costituisce per la Siria una sorta di Stalingrado, nondimeno per Putin è tutta la Siria a costituire contro le manovre Nato e contro il terrorismo una “nuova” Stalingrado*.