Ragazza saudita fuggita dalla famiglia: "Saudite, fate come me"
"Noi saudite siamo trattate come schiave. Non possiamo prendere decisioni sul matrimonio, sullo studio, sul lavoro".
Riadh- Dal Canada, che le ha concesso l'asilo politico, la 18enne saudita fuggita dalla famiglia e dal regime saudita ha parlato in un'intervista televisiva: "D'ora in poi sarò solo Rahaf Mohammed. Dato che la mia famiglia mi ha rinnegato, cancellerò il cognome al-Qunun".
"All'inizio mi hanno segregato in casa per sei mesi, perché mi ero tagliata i capelli. Da noi è proibito, perché i capelli corti li portano gli uomini. Ma la maggior parte delle volte sono stata vittima di violenze da parte di mia madre e mio fratello", ha raccontato Rahaf, che ha scatenato una mobilitazione internazionale in suo favore dopo le richieste d'aiuto su Twitter della giovane.
"Noi saudite siamo trattate come schiave. Non possiamo prendere decisioni sul matrimonio, sullo studio, sul lavoro", ha dichiarato. Rahaf ha detto di aver pensato addirittura al suicidio per sfuggire alla sua condizione.