Un italiano prigioniero in Siria dal 2016
Damasco- Il 32enne bresciano Alessandro Sandrini era stato sequestrato nel 2016, come l'imprenditore lombardo.
"Ho perso la strada per l'hotel e camminavo per le vie di Adana (in Turchia). Mi sono sentito mettere qualcosa sul volto. Mi sono sentito drogato, mi sono addormentato e mi sono risvegliato in una stanza con due persone incappucciate e armate", ha raccontato in una conferenza stampa a Bab al-Hawa, nel nord della Siria.
Il 32enne era nelle mani di una "banda criminale".
La liberazione dopo un sequestro durato due anni e mezzo, ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è avvenuta "al termine di un'articolata attività condotta, in territorio estero, in maniera coordinata e sinergica dall'intelligence italiana, dalla polizia giudiziaria e dall'unità di crisi della Farnesina".
Nel luglio del 2018 Sandrini era apparso in un video accanto a due uomini armati, kalashnikov e coltelli puntati contro, e, vestito con una tuta arancione come i prigionieri occidentali del gruppo terroristico Daesh: "Chiedo all'Italia di aiutarmi, di mettere fine a questa situazione in tempi rapidi. Da due anni sono in carcere, non ce la faccio più", implorava.