Analisi: Yemen. La guerra, il silenzio e l’ipocrisia
- Il conflitto, iniziato nel marzo 2015, ha portato il paese alla catastrofe umanitaria. I bambini sono le prime vittime di una guerra che l'Occidente ha deciso di ignorare, continuando a vendere armi all'Arabia Saudita.
Alla fine la guerra ha raggiunto Hodeida. La città portuale affacciata sul mar Rosso, approdo strategico di generi alimentari e beni di prima necessità, è teatro di violenti combattimenti e bombardamenti dell’aviazione saudita. Che la posta in gioco sia alta e che la battaglia per il controllo della città sia cruciale per gli esiti del conflitto, è dimostrato dai numeri: nei primi quindici giorni di novembre sono state uccise più di 600 persone.
L’obiettivo del governo di Abd ar-Rabbo Mansour Hadi, sostenuto dall’Arabia Saudita, è cacciare dalla città i ribelli houthi sostenuti da Teheran. E per farlo sono disposti a far pagare alla popolazione civile il prezzo più alto. Assediare Hodeida vuol dire nei fatti paralizzare l’intero paese: è da qui, infatti, che prima della guerra passava il 70 per cento delle importazioni di cibo, aiuti e carburante.
La guerra per procura tra Arabia Saudita e Iran per il controllo e le sfere d’influenza nel grande Medio Oriente ha di fatto ridotto lo Yemen in ginocchio. Ma le atrocità di un altro conflitto, quello nella martoriata Siria, hanno finora oscurato le vicende di quella che secondo le Nazioni Unite è la peggior crisi umanitaria degli ultimi 100 anni. Alla ‘distrazione generale’ nei confronti dei crimini commessi in Yemen, contribuisce una difficoltà oggettiva di reperire dati aggiornati e verosimili sulle vittime della guerra.
Fonte: https://www.lifegate.it/persone/news/yemen-guerra-silenzio-ipocrisia