Signor Trump, anche questa volta è stato l’Iran?
di Davood Abbasi
Un colpo pesante contro Riyadh
Il portavoce delle forze di Ansarullah, la principale formazione rivoluzionaria yemenita, ha informato che nelle operazioni dal nome in codice “Nasron min Allah” (La vittoria proviene da Dio), le forze dello Yemen hanno liberato buona parte delle zone occupate del nord del Paese prendendo qualcosa come 7000 prigionieri, tra cui pare figurino numerosi ufficiali e soldati di nazionalità saudita.
Secondo il portavoce dell’esercito rivoluzionario dello Yemen, Yahyà Sarì, finora tre brigate dell’esercito saudita sono state neutralizzate dalle forze yemenita che hanno agito nella regione di Najran, a nord dello Yemen e a sud del territorio saudita.
Secondo alcune fonti, citate dall’agenzia di stampa iraniana Fars News, si parla di 900 soldati e ufficiali sauditi in mano all’esercito yemenita.
Il portavoce dei rivoluzionari dello Yemen ha definito l’operazione come la più grande dall’inizio dell’aggressione saudita contro lo Yemen, il 26 marzo 2015. Sarì ha spiegato che l’aviazione saudita ha persino tentato di bombardare le sue stesse forze per ucciderle ed evitare che gli yemeniti prendessero dei prigionieri. Yahyà Sarì ha poi rassicurato le famiglie dei prigionieri, che sono di diverse nazionalità, ricordando che i loro cari verranno tenuti in condizioni umane e che verranno liberati nel caso il regno saudita accetti uno scambio dei prigionieri.
E' da ricordare che alcuni giorni fa, i rivoluzionari yemeniti erano riusciti nel colpire le installazioni petrolifere maggiori dell'Arabia Saudita, dimezzando la produzione di petrolio del regno, ancora oggi non ripristinata ai valori precedenti.
Le autorita' saudite e i media della nazione hanno fatto un sonoro "silenzio" su queste operazioni dei rivoluzionari yemeniti.
Le conclusioni da trarre
La domanda che vorremmo fare al signor Trump ed ai Paesi europei che hanno insinuato che l’attacco alla infrastrutture petrolifere saudite era opera dell’Iran, è questa: “Anche questa operazione è opera dell’Iran?”
Non lo è; e in questo caso non c’è la possibilità di incolpare Teheran. Ed anche la volta scorsa, puntare il dito contro l'Iran, e' stato un modo per celare il fiasco militare saudita in Yemen.
La verità è che se agli Usa e all’Ue non importa nulla dei bambini e della gente che in Yemen muore sotto le bombe (che proprio l’Occidente vende ai sauditi), agli yemeniti stessi della loro vita importa eccome.
L’amara verità è che il colosso militare creato dagli americani nella regione, l’Arabia Saudita, sta perdendo la guerra contro lo Yemen e sarà costretto a ritirarsi con la coda tra le gambe e a inchinarsi alla rivoluzione dello Yemen, una nazione che sopportando perdite pesantissime sta difendendo la sua dignità.
Donald Trump e gli strateghi americani devono capire che puntare tutto sull’Arabia Saudita, la fonte d’ispirazione dell’Isis, non darà frutti.
Gli americani sono così stupidi da far pressione sull’Iran per mettere in discussione il suo ruolo regionale, ma non comprendono che in Medio Oriente sempre più paesi si fidano e si affidano dell’Iran, proprio per via delle malefatte degli Stati Uniti e dei loro alleati; alleati che non sono altro che il peggio che la regione offra.