Ed intanto i talebani riconquistano l’Afghanistan con l’appoggio degli Usa
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di Davood Abbasi
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 29, 2020 06:08 Europe/Rome
  • Ed intanto i talebani riconquistano l’Afghanistan con l’appoggio degli Usa

di Davood Abbasi

Mentre siamo tutti in lotta nella speranza di poter tornare a vivere normalmente, e mentre continueremo a chiederci se questo maledetto virus viene dai pipistrelli o dal laboratorio dove era stato studiato e potenziato nel 2015, in Afghanistan i talebani stanno conquistando delle zone.

Avete capito benissimo: stanno conquistando delle città e delle regioni, uccidendo decine e centinaia di soldati dell’esercito.

Nel momento in cui scriviamo queste righe, il 29 marzo, la provincia di Yamagan nella regione di Badakhshan nel nord-est dell’Afghanistan, batte la bandiera talebana.

Gli estremisti fondati dagli Stati Uniti nei dintorni del 1980 per fronteggiare l’invasione sovietica dell’Afghanistan (questa è verità ufficiale, rivelata da autorità statunitensi come Hillary Clinton), hanno preso il controllo di questa zona il 28 marzo, con un’aggressione in cui 200 soldati sono stati uccisi o fatti prigionieri.

Sempre nella regione di Badakhshan, pure la cittadina di Jarm è stata conquistata precedentemente dai talebani.

Farahnaz Pamirì deputata al parlamento afgano e rappresentante di Badakhshan, ha denunciato la situazione drammatica spiegando che presto l’intera regione dell’Afghanistan potrebbe passare sotto il controllo dei talebani.

I talebani rinati dopo l’accordo con gli Stati Uniti

I media ci avevano venduto l’accordo tra Stati Uniti e talebani come una pace negli interessi della nazione.

Solo ora però stiamo comprendendo che probabilmente, l’accordo consisteva in un nulla osta agli estremisti e alleati di vecchia data di conquistare zone dell’Afghanistan, con l’appoggio degli Stati Uniti.

Fine aiuti Usa al governo afgano

Infatti, proprio qualche giorno fa la Casabianca ha annunciato di aver interrotto gli aiuti al governo afgano; la scusa era l’impasse politica nella nazione, e la divergenza tra Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, che sostengono entrambi di aver vinto le elezioni e che non sono disposti a formare un governo di coalizione.

Washington ha detto che per via di tale divergenza, interrompe gli aiuti, ma in realtà ciò è dovuto al fatto che gli Usa hanno deciso di affidarsi al loro vecchio alleato in Afghanistan.

Dobbiamo stupirci?

Non bisogna nemmeno stupirsi, dato che i cugini dei talebani, da un punto di vista ideologico, sono i wahabbiti, al potere in Arabia con la casata degli Ale Saud. Insomma, un sostegno Usa ai talebani, che ora si sta trasformando anche in “conquiste” sul terreno, non è nemmeno tanto strano, visto che da decenni, gli Stati Uniti appoggiano un qualcosa di simile costituito dall’Arabia Saudita.

Le ragioni

La scelta di allearsi con i talebani, è probabilmente dettata dal fatto che gli Stati Uniti si sono accorti che l’esito di un processo democratico in Afghanistan, è la fine della loro supremazia. L’Afghanistan è una nazione con un popolo fiero, che nel corso della storia non si è mai piegato ad una conquista straniera.

E' quasi sicuro che gli Usa devono aver chiesto qualcosa al governo di Kabul e devono avere sentito un "no".

Probabilmente l'avanzata dei talebani, e' una risposta "sul terreno".

L'Afghanistan e' in aggiunta una nazione che parla persiano, e la ricerca delle sue origini e radici culturali, lo ha avvicinato parecchio all’Iran. L’Afghanistan è uno dei partner principali della nazione iraniana nel settore economico e soprattutto in virtù di molti elementi culturali comuni, è per natura ispirato dall’Iran.

L’ultimo elemento è che negli ultimi anni, l’Afghanistan ha rafforzato legami con l’India e probabilmente con la Cina.

Afghanistan e una nuova guerra

Insomma, mentre il mondo è in panico per il coronavirus, i talebani riconquistano l’Afghanistan, col nulla osta e probabilmente con l’appoggio degli Stati Uniti. La resistenza armata dell’esercito afgano scatenerà una nuova guerra che porterà ancora morte e distruzione. E come sempre, questo è l’ultimo problema per gli Stati Uniti.