Libano: i primi aiuti arrivano da Iran e nazioni islamiche
TEHERAN (Pars Today Italian) - L’Iran insieme ai Paesi dell'area del Golfo Persico come Kuwait, Oman e Qatar hanno espresso la loro solidarietà ed il sostegno al Libano devastato dalle esplosioni avvenute a Beirut e che hanno provocato oltre 150 morti e 5 mila feriti provocando danni stimati in circa 5 miliardi dollari .
Sono tante le nazioni che hanno promesso l’invio di aiuti per far fronte ai gravissimi danni che si aggiungono alla devastante crisi economica e finanziaria innescata dall’emergenza della pandemia di coronavirus.
L’Iran, grande amico del Libano, si è detto disposto a offrire tutto il sostegno necessario al popolo del Libano. “L'Iran annuncia la sua disponibilità a inviare aiuti medici in Libano e offre anche cure ai feriti e altra assistenza medica necessaria", ha dichiarato il presidente iraniano Hassan Rohani parlando all’emittente di Stato. Il primo carico di aiuti iraniano ha gia' raggiunto il Libano.
Anche la Siria, che ha avuto un ruolo diretto sulla politica estera libanese dal 1976 al 2005, ha manifestato il suo sostegno, con un telegramma inviato dal presidente siriano, Bashar al Assad, al presidente della Repubblica, Michel Aoun.
La Giordania, paese che con il Libano condivide l’onere di ospitare centinaia di migliaia di rifugiati della guerra civile siriana sul suo territorio, ha invece annunciato, tramite il re Abdullah II, l’invio di un ospedale militare da campo per soccorrere i feriti.
La Turchia, Paese che ha aumentato fortemente la sua influenza nel Mediterraneo orientale negli ultimi anni, si è detta pronta a fare la propria parte. Secondo il quotidiano turco “Daily Sabah” il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha telefonato ieri all’omologo libanese Aoun, rassicurandolo sulla disponibilità della Turchia a fornire “ogni aiuto necessario” per far fronte alle conseguenze dell’evento. La Turchia ha offerto di costruire a Beirut un ospedale da campo per fornire “l’aiuto necessario”, dopo le violente esplosioni che hanno avuto luogo ieri sera nel porto della capitale libanese. Fra gli enti attualmente al lavoro sul campo per ricercare i sopravvissuti c’è la Fondazione turca per il soccorso umanitario (Ihh), i cui membri stanno scavando per recuperare i corpi sepolti sotto le macerie.
Finora dagli Stati Uniti sono giunti solo messaggi di solidarietà, mentre per quanto riguarda l’impegno umanitario Washington non si è espressa.
La Russia, tramite il ministero delle Emergenze russo ha annunciato invece l’invio di cinque aerei con a bordo un ospedale da campo, medici, operatori di soccorso sanitario e personale del Servizio federale per la sorveglianza della protezione dei diritti dei consumatori e del benessere umano (Rospotrebnadzor) in Libano.
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