Flop Arabia Saudita: bocciato ingresso a Consiglio diritti umani Onu
NEW YORK (Pars Today Italian) - L'Arabia Saudita non è riuscita a rientrare nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e non ha ottenuto i voti necessari.
L'Arabia Saudita ha ottenuto solo 90 voti nella 75a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite martedì scorso (13 ottobre) e non e' potuta entrare. L'appartenenza al Consiglio per i diritti umani richiede una maggioranza di due terzi dei 193 membri dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il fallimento dell'Arabia Saudita è una conferma all'esistenza di una consapevolezza internazionali sui tristi record di questo regno in materia di diritti umani, sia all'interno che al di fuori della nazione..
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che negli ultimi anni ha cercato di cambiare il volto dell'Arabia Saudita attraverso riforme simboliche, ha commesso diffuse violazioni dei diritti umani all'interno dell'Arabia Saudita. In effetti, le riforme di Mohammed bin Salman non sono state "profonde" mentre la violazione dei diritti umani è stata fondamentale. L'arresto diffuso di principi sauditi, in particolare principi rivali come Mohammed bin Nayef, così come l'arresto di attivisti civili e la repressione dei movimenti civili, sono diventati sempre più evidenti negli ultimi anni, minando le riforme simboliche e superficiali di bin Salman.
Il quotidiano britannico Guardian in risposta al fallimento dell'Arabia Saudita nel rientrare nel Consiglio per i diritti umani ha scritto che questo risultato è stato un colpo fatale per gli sforzi di Riyad per migliorare la propria immagine nella comunità internazionale.
L'Arabia Saudita ha un volto molto più oscuro in termini di violazioni dei diritti umani all'estero. L'assassinio di Jamal Khashoggi, un giornalista saudita del Washington Post, e la guerra di quasi sei anni contro lo Yemen, che ha segnato la più grande tragedia mondiale dei diritti umani da decenni, sono tra i punti salienti della pagella nera dei diritti umani della famiglia dei Saud.
I regnanti, negli ultimi anni, hanno tentato con grandi spesi di impedire che l'Arabia Saudita venisse inserita nella lista nera per i diritti umani, ma nelle recenti elezioni del Consiglio per i diritti umani, i soldi non sono stati sufficienti per raggiungere tale obiettivo.
Il segretario generale saudita del partito di opposizione Al-Tajamo 'al-Watani, Yahya al-Asiri, in un post su Twitter in risposta al fallimento dell'Arabia Saudita di aderire al Consiglio Onu, ha scritto:
"L'Arabia Saudita è stata nominata per l'adesione e pensava di poter fare qualsiasi cosa con i soldi, ma ha ottenuto il minor numero di voti perché sui diritti umani ha davvero una situazione gravissima".
Sembra che, oltre alla condizione terrificante dei diritti umani in Arabia Saudita, complice della bocciatura sia stata anche l'assenza degli Stati Uniti nel Consiglio per i diritti umani Onu. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato il Consiglio per i diritti umani nel 2018, nel bel mezzo della sua adesione, accusando il Consiglio di sostenere i movimenti opposti al regime sionista. L'assenza degli Stati Uniti ha portato maggiore indipendenza nel voto dei voti paesi
Infine, la mancata adesione dell'Arabia Saudita al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite è stata accolta con favore da organizzazioni indipendenti per i diritti umani.
"La sconfitta dell'Arabia Saudita nel conquistare il seggio del Consiglio dei diritti umani è una vittoria per le vittime di questo sistema repressivo e un promemoria della necessità di competere di più alle elezioni delle Nazioni Unite", ha detto Human Rights Watch in un tweet subito dopo la sconfitta.
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