Yemen diventa il poligono per testare varie armi proibite
https://parstoday.ir/it/news/west_asia-i230460-yemen_diventa_il_poligono_per_testare_varie_armi_proibite
I paesi arabi della coalizione filo-saudita continuano a svolgere un ruolo chiave nella crisi umanitaria in Yemen. In questa guerra sono morti molti civili, tantissimi bambini nei continui ed intensi  attacchi aerei sulle città controllate dagli Husi a partire dal 25 marzo 2015.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Nov 21, 2020 09:15 Europe/Rome
  • Yemen diventa il poligono per testare varie armi proibite

I paesi arabi della coalizione filo-saudita continuano a svolgere un ruolo chiave nella crisi umanitaria in Yemen. In questa guerra sono morti molti civili, tantissimi bambini nei continui ed intensi  attacchi aerei sulle città controllate dagli Husi a partire dal 25 marzo 2015.

Il coraggio del popolo Yemenita

Il comitato è guidato dal cugino Abdul-Malik al-Husi, un leader Husit. Muhammad Ali al-Husi: "Combatteremo fino alla completa vittoria, finché il nostro Paese non sarà completamente libero dall'intervento straniero e finché tutti gli invasori non saranno sconfitti. Il popolo arabo e quello musulmano ne soffrono. Nel sud del Paese, sostengono e impiantano terroristi contro i quali presumibilmente fanno la guerra. Crediamo che l'Arabia Saudita non abbia intrapreso questa guerra di propria iniziativa. È stato nominato per guidare la coalizione. Ma il vero iniziatore di questa guerra sono gli Stati Uniti. Sono gli americani che guidano le operazioni, determinano gli obiettivi dei bombardamenti aerei e danno al popolo saudita le coordinate degli obiettivi".

Gli Husi al contrario della coalizione Saudita godono del supporto e sostegno della gente

Gli Husites godono di un significativo sostegno da parte del popolo della capitale yemenita. Ricevono ancora più sostegno da numerose tribù che sono la forza più potente della società yemenita. Inoltre, agli Husites si sono uniti molti soldati professionisti che sono rimasti fedeli all'ex presidente Saleh. La città dove è nato il movimento huthita Ansar Allah. Sa'ada è stata al centro del conflitto armato per molti anni, da quando gli Husith hanno iniziato a parlare contro il governo di Saleh. Ma l'impatto più devastante sulla città è stato l'attacco aereo della coalizione pro-Saudi, che ha continuato fino ad oggi. La devastazione è visibile in ogni trimestre. Durante l'attuale conflitto con la coalizione filo-saudita, la città fu sottoposta a regolari assedi e brutali bombardamenti. Ma nel corso degli anni, la simpatia e il sostegno della popolazione locale per gli Husites non ha fatto altro che crescere.

Da Dove arrivano le armi che forniscono la coalizione Saudita?

L’alleanza saudita [1] è composta da undici nazioni arabe più quattro potenze occidentali: UK, USA, Canada e Francia. Proprio quest’ultima, negli ultimi anni, è stata protagonista di una lotta all’immigrazione feroce [2]: questo sta a testimoniare quanto il Governo francese sia direttamente coinvolto nella vendita di armi a nazioni dai regimi quanto repressivi quanto dittatoriali. Nella fase di vendita delle licenze individuali, i protagonisti attivamente coinvolti sono il Secrétariat général de la défense et de la sécurité nationale, il Ministère de l’Europe et des Affaires étrangères, il Ministère des Armées ed il Ministère de l’Économie et des Finances: persone con ruoli governativi ben precisi, ministri del Governo. Come può il Presidente Macron vendere licenze a quelle nazioni che stanno massacrando donne, uomini e bambini dello Yemen? Come può vendere licenze a regimi dittatoriali come Egitto, Arabia o Bahrein?

La Francia ha concesso 1.217 licenze (50,390 miliardi di euro) agli Stati appartenenti alla coalizione saudita (tra parentesi n° di licenze):
- Arabia Saudita 14.746.562.465 € (174)
- Canada 9.242.509.727 € (64)
- Egitto 7.934.459.074 € (75)
- Qatar 7.611.890.783 € (70)
- Emirati Arabi Uniti 5.287.592.206 € (150)
- UK 1.278.321.484 € (225)
- Marocco 1.028.956.365 € (47)
- Turchia 968.977.242 € (104)
- USA 926.232.384 € (180)
- Kuwait 665.338.389 € (38)
- Sudan 342.447.934 € (50)
- Senegal 283.547.709 € (26)
- Bahrein 56.961.600 € (7)
- Giordania 16.989.010 € (7)

 

Le bombe fabbricate in Italia

A gennaio – proprio quando l’export bellico italiano potrebbe riprendere a rifornire i bombardieri sauditi – ong italiane, tedesche e yemenite discuteranno il ricorso contro la richiesta di archiviazione della loro documentata denuncia contro Rwm Italia e Uama, l’ufficio presso la Farnesina che autorizza le esportazioni belliche. E dalla maggioranza arrivano segnali: «Sto lavorando in commissione Esteri per chiedere al governo di rinnovare lo stop alla fabbrica sarda di bombe», annuncia la deputata del M5s, Yana Chiara Ehm. La richiesta arriva da Rete italiana Pace e Disarmo, dal Centro europeo per i diritti costituzionali e umani (ECCHR) con sede a Berlino, e dall’ong yemenita Mwatana, che ha documentato il coinvolgimento delle industrie europee di armamenti. «Governo italiano e produttori di armi – denunciano le ong – potrebbero essere considerati corresponsabili dei crimini di guerra commessi nello Yemen». Le organizzazioni hanno pubblicato il documentario «Prodotto in Italia, bombardato in Yemen» sulle vittime civili dell’attacco aereo nel villaggio yemenita di Deir al–Hajari dell’8 ottobre 2016, con interviste ai familiari sopravvissuti. Le indagini di Mwatana su questo attacco, che ha ucciso sei membri di una famiglia – un uomo, la moglie incinta e quattro bambini – hanno dimostrato che le bombe utilizzate erano state fabbricate in Italia. Un anello di sospensione di una bomba MK80, trovato sul posto, ha una sigla che indica lo stabilimento di Domusnovas. Dati Istat sul commercio estero si evince che nel 2019 il governo ha autorizzato produzioni di armi per 63,7 milioni di euro e sono stati effettivamente già consegnati armamenti per 338,2 milioni. Solo nei primi sei mesi del 2020 sono state consegnate armi per 59,99 milioni. Un record storico dal 1991. Addirittura, questo fatto fu ripreso anche dal programma televisivo Le Iene, dove documentavano questi fatti in maniera dettagliata. Un altro episodio fu anche il blocco dei portuali di Genova alla nave Bahri Yanbu che caricava materiali strettamente militari destinati all’Arabia Saudita, armi destinate a bombardare civili nello Yemen.

Cosa dice l’ONU?

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia potrebbero essere considerati complici in crimini di guerra nel conflitto in Yemen: lo dice un rapporto delle Nazioni Unite, secondo cui questi Paesi vendono armi alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che come strategia di guerra fa morire di fame, e non solo, i civili. 
Nel rapporto dell’Onu sono indicati anche i nomi di 160 persone che potrebbero essere processate per le atrocità compiute nel conflitto, che va avanti dal 2015. Gli ultimi dati ufficiali parlano di 7.292 morti tra i civili nella guerra: tra loro anche 1.959 bambini e 880 donne. Ma i numeri reali, purtroppo, sono molto, molto più alti, nell’ordine delle decine di migliaia di vittime. Attualmente l’ONU ha anche confermato che quella dello Yemen è la più grande catastrofe umana mai imposta al genere umano. Gli unici responsabili sono quelli diretti ossia la coalizione Saudita e quelli indiretti che forniscono armi per uccide civili e creare devastazione.

 

Di Olsi Krutani

 

 

Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
VK: Redazione-Italiana Irib
E il sito: Urmedium