Siria, governo chiede il rimpatrio dei profughi
DAMASCO - Il governo siriano ha invitato i rifugiati siriani, soprattutto quelli dislocati nel Libano, a tornare a casa.
Questo dopo che un indendio doloso ha bruciato le tende appartenenti ai rifugiati siriani all'interno della città di Minya, nel nord del Libano.
Secondo l'agenzia ufficiale di SANA, lunedì il ministero degli Esteri di Damasco ha espresso un forte rammarico per l'incendio avvenuto nel campo profughi siriano, che si trova in un piccolo, ignoto villaggio libanese di Bhannine, poco distante da Minieh, nord del Libano.
È proprio a Bhannine che sabato sera il campo informale dove 370 profughi siriani vivono da anni in tende, è stato dato alle fiamme da un gruppo di giovani del posto. Ovviamente c’è stata tanta indignazione e solidarietà con le vittime. Ma secondo le autorità siriane, il fatto rimane e diviene necessario un primo chiarimento.
In Libano i profughi siriani vivono in piccoli campi informali su appezzamenti privati di territorio, dove si paga l’affitto del terreno, sovente vecchi campi di coltivazione di patate.
A Bhannine non si è salvato nulla, a cominciare dalle bombole del gas che nel rigore invernale scaldavano quei miseri alloggi. Le loro esplosioni hanno richiamato l’attenzione di molti nel vicinato, facendo temere qualcosa di più grande. I libanesi conoscono il rumore delle esplosione e ne conoscono le conseguenze.
Domenica mattina, dopo ore di ricerche, si è appurato che tutto era andato perso, tranne le pietre alle quali le tende erano legate.
L’episodio è stato presentato come inatteso, una dolorosa provocazione, ma Operazione Colomba, presente in Libano da anni nel lavoro di assistenza ai profughi siriani per conto della Comunità Giovanni XXIII e tassello centrale nell’organizzazione dei corridoi umanitari, già il 4 dicembre scorso avevano espresso “forte preoccupazione per i gravi episodi di razzismo avvenuti in Libano nei giorni scorsi ai danni dei profughi siriani”.
Dunque più che un “episodio isolato” si può parlare di un “nuovo livello” di rabbia – sfogata nell’odio per l’altro – raggiunto in Libano contro i profughi siriani. Un fuoco che bisogna capire.
Il Libano è un Paese di circa 3,5 milioni di abitanti: qui dal 2011 sono arrivati 1,5 milioni di profughi siriani, costretti a lasciare loro paese a causa di una lunga guerra contro il terrorismo.
Il ministero degli Esteri siriano ha chiesto inoltre alla magistratura libanese e i servizi di sicurezza di questo paese di assumersi le proprie responsabilità nel trattare con gli autori di questo incidente e nel fornire sicurezza e assistenza ai rifugiati siriani nel Paese del Cedri.
Il dicastero ha dichiarato che il governo siriano sta compiendo ogni sforzo per facilitare il rimpatrio dei suoi cittadini siriani e per fornire loro condizioni di vita dignitose nelle loro città e villaggi, date le loro capacità.
Secondo fonti piu' attendibili l'incendio è stato causato dopo una disputa avvenuta tra un membro libanese della famiglia Mir e un certo numero di lavoratori siriani in l'area.
La National News Agency del Libano ha riferito che "si è verificato un problema tra una persona della famiglia Al-Mir e alcuni lavoratori siriani che lavorano a Minya, che ha portato ad rissa che ha provocato 3 feriti".
L'agenzia ha indicato che un certo numero di giovani uomini della famiglia di Mir è intervenuto e ha deliberatamente dato fuoco ad alcune delle tende degli sfollati siriani nel nord del Libano.
I veicoli della protezione civile sono arrivati per spegnere l'incendio, mentre una forza dell'esercito libanese e delle forze di sicurezza interna è intervenuta per controllare la situazione.
L'esercito libanese ha dichiarato finora, otto persone sono state arrestate in relazione al vasto incendio doloso in campo di rifugiati, tra cui due libanesi e sei siriani.
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