Italia, si indaga sulle armi vendute all'Arabia Saudita
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ROMA - Il boom di armi italiane vendute ai sauditi durante il governo Renzi diventa un caso internazionale oltre che giudiziario. 
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 04, 2021 11:41 Europe/Rome
  • Italia, si indaga sulle armi vendute all'Arabia Saudita

ROMA - Il boom di armi italiane vendute ai sauditi durante il governo Renzi diventa un caso internazionale oltre che giudiziario. 

Come riporta La Stampa, infatti, risultato indagati i vertici della Rwm Italia, ditta autorizzata dal nostro governo a vendere a Riad 20mila bombe al prezzo di 411 milioni di euro, e dell’Uama, l’autorità italiana che concede le autorizzazioni all’export di armamenti. 

L’indagine, condotta dalla procura di Roma, è stata avviata grazie all’esposto presentato nell’aprile 2018 dalla Rete italiana pace e disarmo, dal centro europeo per i diritti costituzionali e umani Ecchr di Berlino e dalla Ong yemenita Mwatana: anche se in un primo momento la procura aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine, il gip l’ha rigettata e ha disposto altri sei mesi di indagine per accertare le eventuali responsabilità italiane e della Rwm. In particolare, va fatta chiarezza sull’attacco a Deir al-Hajari, nel nord-ovest dello Yemen, nella notte tra il 7 e l’8 ottobre 2016. Lo si deve, fra gli altri, alla famiglia al-Ahdal, sterminata da un bombardamento della coalizione militare guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi.

Come denuncia la Rete italiane Pace e Disarmo in un post pubblicato lo scorso 27 ottobre sul sito dell’organizzazione, “esistono ampie e affidabili prove che nella guerra nello Yemen vengano utilizzati equipaggiamenti militari prodotti in Italia, come gli aerei da combattimento Eurofighter Typhoon e Tornado (prodotti congiuntamente dal Consorzio Eurofighter, di cui Leonardo S.p.A. è uno degli azionisti) e le bombe della serie MK 80 (prodotte in particolare da RWM Italia S.p.A.), i cui resti sono stati trovati sul luogo di potenziali crimini di guerra in Yemen. Questo materiale viene esportato in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait”.

In questo contesto, scrive sempre l’organizzazione che si batte contro l’esportazione delle armi italiane verso i Paesi del Golfo, l’11 dicembre 2019 è stata depositata una Comunicazione alla Corte Penale Internazionale da parte di ECCHR, Mwatana for Human Rights e delle loro organizzazioni partner, tra cui la Rete Italiana per il Disarmo (ora Rete Italiana Pace e Disarmo). La Comunicazione “sollevava la questione della responsabilità delle aziende italiane ed europee produttrici di armi, nonché delle autorità nazionali che rilasciano licenze di esportazione, nel conflitto yemenita. Queste organizzazioni della società civile internazionale chiedono un’indagine sulla presunta complicità dei dirigenti delle aziende in 26 attacchi aerei che hanno ucciso o ferito illegalmente civili e distrutto o danneggiato scuole, ospedali e altri luoghi protetti”.

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