Palestina, situazione drammatica umanitaria a Gaza e in Cisgiordania
GAZA (Pars Today Italian) - La situazione in Palestina, in particolare nella Striscia di Gaza, è sempre più drammatica, a livello umanitario, sanitario e politico e Quds è sotto attacco giornaliero dei coloni e della polizia del regime occupante.
La situazione nei Territori palestinesi è drammatica, soprattutto nella Striscia di Gaza, dove due milioni di cittadini vivono in un carcere a cielo aperto, a causa dell’embargo e della pandemia. Mancano medicinali e strutture, e i trasferimenti medici sono resi molti complicati e difficili, anche verso l’Egitto. I morti si sono moltiplicati negli ultimi mesi, per la diffusione del coronavirus. La situazione economica, in particolare a Gaza, è molto negativa, a causa dell’assedio e dell’indifferenza della Comunità internazionale.
Per ciò che riguarda la situazione economica nella Striscia di Gaza, c’è un rifiuto, da parte delle banche internazionali, di accettare bonifici dalle ONG. Non puo effettuare bonifici bancari a favore mille orfani gazawi.
La stessa cosa avviene ad Al-Quds in particolar modo nel mese di Ramadan, a causa dei blocchi con lo scopo di impedire l’arrivo dei Palestinesi dal nord e dal sud della Cisgiordania. I checkpoint sono peggiori delle frontiere, in quanto impediscono il passaggio dei Palestinesi, adottando regole restrittive: il numero delle persone che possono passare dipende da permessi e ordinanze che vengono concessi dalle autorità di occupazione. Di solito, nel mese di Ramadan, ne vengono concessi di più perché recarsi ad al-Aqsa è una consuetudine religiosa da anni. Di solito, circa 200mila fedeli si recano alla Moschea al-Aqsa, specialmente per le preghiere notturne e per celebrare il mese di Ramadan.
I problemi che esistono sono tre, principalmente: 1) nella Striscia scarseggiano i medicinali, a causa dell’embargo. Le merci e i medicinali arrivano nel porto di Ashdod e vengono trattenute, ritardandone la consegna ai commercianti nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Questo significa che la merce arriva deteriorata o scaduta. 2) L’effetto devastante sulle famiglie palestinesi delle politiche dell’ANP di Ramallah, che detiene il pieno controllo dell’economia palestinese, restringendo molto le quote per la Striscia di Gaza per quanto riguarda l’assistenza sociale e sanitaria. Le quote sono al minimo storico. 3) Gli stipendi dei dipendenti pubblici gazawi, anche questi erogati da Ramallah, arrivano in ritardo e con riduzioni del 30-40%.
Per ciò che riguarda gli aiuti per i gazawi, c’è un dato positivo proveniente dal Qatar che ogni mese manda 100 dollari per famiglia (40mila famiglie). Grazie a questi aiuti la gente sopravvive, ma il costo della vita è altissimo. Dunque, per risolvere queste difficoltà bisogna porre fine all’embargo, dare la libertà ai gazawi e aprire tutte le banche mondiali per permettere alle Ong di finanziare i loro progetti nella Striscia di Gaza.
Purtroppo, le politiche sfacciate del regime sionista verso Quds sono dovute all’appoggio ricevuto dall’ex amministrazione USA di Donald Trump, che ha dichiarato Quds come capitale del regime occupante e vi ha insediato l’ambasciata statunitense proprio nella parte Est. Ciò ha dato forza al regime sionista nel portare avanti il progetto di colonizzazione. Altro fattore importante è la “normalizzazione” in corso da parte di vari Stati arabi con il regime occupante . Un fatto vigliacco, condannato e rifiutato da palestinesi. I fratelli arabi devono schierarsi a favore dei diritti dei Palestinesi, invece i governi fantocci stanno lavorando come sostenitori del regime sionista. Mohammad Hannoun, presidente API e responsabile dell’Associazione benefica di Solidarietà con il popolo palestinese -Abspp ha detto che abbiamo fiducia nei popoli, nel diritto internazionale, e andiamo avanti nel sostenere i nostri diritti. Siamo italiani, siamo europei, rispettiamo i diritti e la Costituzione e facciamo da tramite per raccontare ai nostri concittadini italiani ed europei cosa succede in Palestina e le ingiustizie e l’oppressione di cui è vittima il popolo palestinese. E per condannare gli oppressori e i colonizzatori. Su Quds abbiamo lanciato varie iniziative a livello europeo: presidi, lettere ai governanti europei, conferenze via zoom tra tutte le comunità arabe e palestinesi. Per dimostrare la nostra solidarietà e sensibilizzare i concittadini europei.
Fonte: infopal
Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
E il sito: Urmedium