Palestina dopo la tregua su Gaza
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AL QUDS - La mediazione egiziana sembra riuscire a mantenere il cessate il fuoco su Gaza ma l’ennesima avventura sionista a Gaza non sembra poter coinvolgere le Nazioni Unite, bloccate dal veto USA.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 24, 2021 02:08 Europe/Rome
  • Palestina dopo la tregua su Gaza

AL QUDS - La mediazione egiziana sembra riuscire a mantenere il cessate il fuoco su Gaza ma l’ennesima avventura sionista a Gaza non sembra poter coinvolgere le Nazioni Unite, bloccate dal veto USA.

Da parte palestinese la triste conta dei morti non rappresenta un inedito.

Alcuni l’hanno chiamata nuova Intifada ma c’é chi lo ritiene inappropriato, giacché Intifada si riferisce ad una battaglia di popolo, strada per strada, quasi sempre in reazione ad una delle innumerevoli invasioni israeliane di terra. Questa in corso, sospesa solo da una tregua effimera, sembra essere piuttosto una risposta disperata ad una aggressione continua, che ormai anche nell’oltraggio religioso esprime terrore. Ma certo è che, come che si voglia definire questa nuova pagina dolorosa della tremenda storia di sangue e martirio dei palestinesi, il prezzo alto che Gaza paga anche in questa occasione definisce senza equivoci la matrice dell’orrore.

La stampa occidentale, notoriamente sponsor di Israele, preferisce ovviamente tacere. Quando proprio non può fare a meno di raccontare, decide all’unisono che è di Hamas la colpa dell’inizio delle ostilità. La verità dei fatti è però diversa.

Tutto ha avuto inizio con le provocazioni che hanno oltraggiato Gerusalemme durante il Ramadan, periodo sacro per i musulmani. 

Dall’inizio del mese di Ramadan, Israele, quasi sempre con la scusa di evitare assembramenti vietati dalle norme anti-COVID, ha deciso il costante dispiegamento della polizia nella Spianata delle Moschee ad al Quds (Gerusalemme occupata), vietato dal diritto internazionale. Le inevitabili proteste hanno avuto come risposta la violenta repressione da parte delle forze di sicurezza sioniste.

Dapprima l’irruzione nella moschea di Al-Aqsa attaccando i palestinesi in preghiera e ferendone centinaia. Poi la repressione delle proteste contro la manifestazione degli ultra-nazionalisti israeliani che festeggiavano l’occupazione di Gerusalemme Est nella guerra del 1967. Infine, le proteste a Gerusalemme Est contro gli ordini di sfratto emessi illegalmente dalla giustizia israeliana per decine di famiglie palestinesi che dovrebbero lasciare le loro case e le loro terre ai coloni ebrei estremisti.

Segue 

 

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