Grande fuga di 6 prigionieri palestinesi
GAZA (pars Today Italian) - Lunedì mattina, 6 prigionieri palestinesi, sono riusciti a riconquistare la loro libertà, ...
fuggendo dal carcere di massima sicurezza di Gilboa.
Hanno sorpreso il mondo intero, ma soprattutto hanno abbattuto la menzogna della invincibilità degli apparati di sicurezza e dell’esercito del regime sionista .
Il generale di riserva Avi Ben-Yahoo ha detto della fuga dalla prigione di Gilboa: “Questa fuga da un tunnel scavato da sei prigionieri di sicurezza nella prigione di Shata è un grande fallimento che rivela carenze molto gravi nelle strutture di intelligence e sicurezza della struttura”.
Le fonti del regime sionista , confermano lo shock tra i giornalisti e i corrispondenti militari israeliani per la fuga dei prigionieri. Le emittenti radio e tv, che si stavano preparando per le celebrazioni del capodanno ebraico, hanno interrotto le trasmissione celebrative, ed hanno iniziato a ospitare ex funzionari per commentare la grande fuga.
Nelle interviste hanno descritto quello che è successo come un fallimento molto grave e hanno timore che questo incidente possa ripetersi in futuro.
La prigione di Gilboa si trova nel nord della Palestina. È stata costruita di recente sotto la supervisione di esperti irlandesi ed è stata aperta nel 2004 vicino alla prigione di Shatta nell’area di Bisan.
La prigione è di altissima sicurezza ed è descritta come la prigione più sorvegliata, dove l’occupazione tiene i prigionieri palestinesi accusati di essere responsabili di operazioni all’interno della Palestina occupata nel 1948.
Le autorità carcerarie, hanno subito imposto lo svuotamento completo del carcere di Gilboa, e il trasferimento dei prigionieri verso destinazioni sconosciute.
Fonti palestinese, riferiscono che i prigionieri della Divisione 2 di Gilboa, condannati all’ergastolo, sono stati trasferiti nelle carceri di Raymond, Nafha e Negev. Enorme movimento di prigionieri della Jihad islamica nelle carceri e in celle di isolamento.
L’amministrazione delle carceri si è anche astenuta dal distribuire pasti ai prigionieri in molte carceri e centri di detenzione. L’associazione dei prigionieri ha espresso, in un comunicato, una forte preoccupazione per il destino dei prigionieri trasferiti ed ha chiesto l’intervento della Croce Rossa Internazionale e delle organizzazioni umanitarie per salvare la vita dei prigionieri trasferiti.
Questi eccezionali eroi hanno trasformato l’impossibile in una mera possibilità e hanno battuto il potere, la sicurezza e il regime oppressivo dell’occupante.
Hanno vinto per se stessi, per il loro popolo e per la Palestina, e sono usciti dalla loro cella, dopo aver scavato la terra per il sole della libertà, dove hanno dichiarato la loro vittoria e la sconfitta dell’occupante su tutta la Palestina storica.
L’entusiasmo palestinese è motivato dalla consapevolezza, di cosa significa conquistare la libertà, e fuggire dal carcere più dotato di misure sofisticate di sicurezza , che sono il fiore all’occhiello della produzione sionista.
Superare tutti gli ostacoli con successo, e tornare a respirare il vento della libertà è una vittoria dell’intelligenza umana contro la macchina repressiva dell’occupazione.
tutto questo non si svolge in un giorno o due, ma piuttosto lunghi anni di scavo molto lento e una concentrazione molto intensa.
Sembra impossibile! Invece no l’hanno fatto i sei eroi prigionieri palestinesi.
• Mahmoud Abdullah Ardah (46 anni), di Arrabeh / Jenin, è detenuto dal 1996, condannato all’ergastolo. Jihad islamica
• Muhammad Qassem Aardeh (39 anni), di Arrabeh/Jenin, è detenuto dal 2002 ed è condannato all’ergastolo. Jihad islamica
• Yaqoub Mahmoud Qadri (49 anni), di Bir Al-Basha, è detenuto dal 2003 ed è condannato all’ergastolo. Jihad Islamica
• Ayham Nayef Kammaji (35 anni), di Kfardan, è detenuto dal 2006 e condannato all’ergastolo.
• Zakaria Zubeidi (46 anni), del campo di Jenin, è detenuto dal 2019 ed è in stato di fermo. Fatah, comandanti delle Brigati di Al-Aqsa
• Munadil Yaqoub Infaat (26 anni), che è Yabad, è in stato di fermo dal 2019, Jihad Islamica.
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