Media occidentali, bugie su guerra di Israele a Gaza
WASHINGTON (Pars Today Italian) - I media occidentali abbiano imposto la narrazione di un vantaggio strategico decisivo sul campo di battaglia ...
delle forze sioniste ma la questione e’ viceversa perche’ Hamas ha distrutto tutti i piani dell’esercito sionista.
Dopo quasi quattro mesi di offensiva, infatti, fonti americane come l’Institute for the Study of war (ISW) riferiscono che Hamas si è nuovamente infiltrato nel nord della Striscia ed a Gaza City, mentre resiste alle offensive del regime sionista al sud. Queste informazioni potrebbero servire a coprire il fatto che il regime sionista non abbia mai realmente conseguito il pieno controllo sul nord del territorio assediato. Inoltre, secondo il Wall Street Journal (WSJ), circa l’80% dei tunnel di Hamas nell’enclave rimangono intatti ed il regime occupante ritiene che ci siano più tunnel di quanto si pensasse precedentemente. Secondo il Guardian, Hamas starebbe ricostruendo un sistema di governo nel nord dell’enclave, mantenendo un “fermo controllo” nel sud, sancendo così il fallimento delle forze israeliane nell’eradicare l’organizzazione palestinese.
Durante tutto il mese scorso, le milizie palestinesi hanno attaccato contro l'esercito occupante nelle aree del nord della Striscia di Gaza dove le forze sioniste avevano precedentemente condotto operazioni di sgombero tornando ad occupare l’area. Il 25 gennaio, Hamas e il Movimento palestinese dei Mujahideen, hanno lanciato razzi contro un gruppo di forze israeliane in un attacco combinato a nord-ovest di Gaza City. Lo stesso giorno la Jihad islamica palestinese ha condotto un attacco contro una linea di rifornimento israeliana nel Governatorato Centrale della Striscia di Gaza. A sud, i combattenti palestinesi hanno continuato a opporre una strenua difesa contro le operazioni di sgombero israeliane nella parte occidentale e meridionale di Khan Younis. Sempre a sud, il 22 gennaio i combattenti di Hamas hanno lanciato un RPG contro un carro armato che proteggeva i militari israeliani e, contemporaneamente, contro due edifici a due piani, che sono crollati mentre la maggior parte delle forze sioniste si trovavano all’interno e nelle vicinanze, provocando la morte di 21 soldati israeliani. In totale Israele ha ritirato cinque brigate dal nord della Striscia, mentre Hamas ha ripreso il controllo del territorio.
«Purtroppo, sentiamo sempre più parlare della ripresa di [un’insurrezione] sia nel centro che nel nord di Gaza. Stiamo sentendo sempre più spesso che Hamas sta svolgendo attività di polizia nel nord di Gaza e regolando il commercio, e questo è un risultato molto negativo» ha dichiarato l’ex capo del Consiglio di sicurezza del regime sionista, Eyal Hulata. Secondo Michael Milstein dell’Institute for National Security Studies, un think tank con sede a Tel Aviv, «Hamas esiste ancora, Hamas è sopravvissuto» e ha ripreso il controllo delle zone distrutte da Israele come il campo di Shaati, i campi profughi di Jabaliya, Shejaiya e Gaza City, dove è tornato a «fare rispettare l’ordine pubblico». Inoltre, le agenzie umanitarie che cercano di distribuire cibo, carburante e altri beni di prima necessità agli sfollati nel sud di Gaza continuano a trattare con funzionari nominati da Hamas. Anche la questione della distruzione dei tunnel non sta andando come sperato: il piano per inondare le infrastrutture sotterranee con acqua di mare, infatti, non sta funzionando, in quanto ci sarebbero problemi nel raggiungere una pressione dell’acqua sufficiente ad allagare i tunnel nell’entroterra. Secondo l’ISW, fonti israeliane hanno ammesso di non avere una soluzione decisiva per distruggere i passaggi sotterranei che sarebbero molti di più di quanto stimato in precedenza.
Ad oggi sono più di 27000 le vittime palestinesi – infliggendo una punizione collettiva al popolo palestinese vietata dal diritto umanitario internazionale e guadagnandosi l’accusa di genocidio da parte del Sudafrica presso la “Corte Internazionale di Giustizia”.
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