May 18, 2024 10:20 Europe/Rome
  • La questione di Gaza unisce coloro che si battono per la giustizia nel mondo?
    La questione di Gaza unisce coloro che si battono per la giustizia nel mondo?

Pars Today - La solidarietà con i palestinesi non si basa su confini religiosi, razziali, geografici o culturali, ma si basa sulla giustizia globale.

L'articolo "Unità di civiltà, non uno scontro di civiltà: come Gaza ha sfidato l'immaginazione di Samuel Huntington" di Ramzy Baroud, giornalista e redattore di The Palestine Chronicle, esamina i recenti sviluppi a Gaza e la sua riflessione globale, critica e analizza la teoria dello "scontro di civiltà" di Huntington e sounitttolinea i cambiamenti fondamentali nelle identità e nelle relazioni internazionali.

Facendo riferimento ai continui cambiamenti nelle identità e nelle mappe politiche della storia, soprattutto nell'Impero Romano, l'autore mostra che le identità sono sempre state in evoluzione. Afferma che guerre, conflitti e cambiamenti culturali hanno svolto un ruolo importante nella ridefinizione delle identità. Questo problema può essere visto nei continui cambiamenti delle linee politiche e nei frequenti ridisegni nel corso della storia.

Baroud sottolinea l'influenza culturale dell'America e della Gran Bretagna dopo la Guerra Fredda e ritiene che questa influenza abbia interrotto il naturale sviluppo culturale delle diverse società. Sottolinea il ruolo della lingua inglese come principale mezzo di comunicazione e l'influenza dell'intrattenimento occidentale nelle diverse società e introduce questi cambiamenti come fattori che hanno ampliato il divario generazionale e ridefinito valori e priorità sociali.

Ramzy Baroud critica la teoria dello scontro di civiltà proposta da Samuel Huntington. Huntington credeva che il mondo fosse diviso in “grandi civiltà” le cui relazioni erano definite dal conflitto. Barood presenta questa teoria come una ridefinizione degli stereotipi razzisti e uno strumento politico che è stato rafforzato dopo il crollo dell’Unione Sovietica e sulla scia della prima guerra in Iraq e del militarismo occidentale

Baroud ritiene che queste teorie siano state guidate da esigenze politiche e non siano riuscite a raggiungere il risultato desiderato per l’Occidente, che è quello di tenere il mondo in ostaggio.

L'autore sottolinea l'emergere di un nuovo mondo che non si basa su ricerche di civiltà, ma sullo stesso vecchio modello storico: coloro che cercano il potere per espandere e proteggere i propri interessi economici e coloro che lottano per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza. Baroud ritiene che questi modelli vadano oltre le tendenze di civiltà, religiose, razziali e geografiche e che anche le grandi potenze si stiano unendo in questo processo.

Baroud indica la guerra di Gaza come un punto di unità globale che ha portato alla formazione di una nuova identità nelle relazioni internazionali. Afferma che la solidarietà con i palestinesi non si basa su confini religiosi, razziali, geografici o culturali, ma sulla giustizia globale. Questa solidarietà può essere vista nelle diffuse proteste globali, dall’Europa al Nord America e dall’Africa all’America Latina, dove si sono unite persone di tutti i colori, razze, fasce di età, generi e religioni.

Nella conclusione, Ramzy Baroud sottolinea l'importanza della resistenza globale contro le divisioni politiche ed economiche e ritiene che la guerra di Gaza abbia dimostrato che è possibile trascendere le diverse identità e civiltà e unirsi per la giustizia globale. Ciò è considerata una seria sfida per la teoria dello scontro di civiltà e per i concetti tradizionali di potere e identità nelle relazioni internazionali.

 

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