Israele condannato dall'Onu, Netanyahu se la prende con gli Usa
Israele accusa gli Usa di tradimento e di complotto. Il voto di venerdì alle Nazioni Unite ha infiammato il premier Netanyahu e ha sconquassato ancora di più le relazioni diplomatiche tra Israele e Stati Uniti, che avevano posto sempre il veto a una soluzione di condanna del regime sionista.
Questa volta invece l’Onu ha accusato insediamenti illegali d’Israele nella parte est di Cisgiordania e l’ambasciatrice americana all’Onu, Samantha Power, ha alzato la mano per astenersi dal voto per il documento 2334 che poi ha passato per 14 nel Consiglio di Sicurezza. Adesso quei quattordici paesi sono nella lista nera del Netanyahu che ha già dato il via alle ritorsioni: la visita del primo ministro ucraino e quella del ministro degli Esteri senegalese a Gerusalemme sono state cancellate e sono stati bloccati anche i fondi per aiutare la nazione africana.
Il documento è una semplice condanna che non impone alcun atto concreto a chi l’ha votata e che in nessun modo ridarà vita a un processo di pace congelato fra israeliani e palestinesi. Ma il regime israeliano vuole avere, del tutto, l’appoggio internazionale per le sue criminalità. La risoluzione approvata alle Nazioni Unite sottolinea che le colonie ebraiche nei territori palestinesi occupati sono una “flagrante violazione della legge internazionale”.
Dopo l’astensione degli Usa dal voto, Israele accusa il governo americano di aver orchestrato un complotto e convoca l’ambasciatore americano Dan Shapiro per un colloquio faccia a faccia nella residenza del premier israeliano. “Abbiamo raccolto le prove- commenta il maestro della retorica, Netanyahu – e siamo sicuri che l’amministrazione di Barack Obama abbia coordinato, definito e sostenuto fino in fondo il testo approvato. Come ho detto al segretario John Kerry: gli amici non portano gli amici davanti al Consiglio di Sicurezza”.
Ancora più dura è la reazione di Avigdor Libermann, ministro della difesa, che ha paragonato al processo Dreyfus la conferenza internazionale organizzata a Parigi per il 15 gennaio.