Soros e soldi, le armi dell'Ue per piegare Londra
BRUXELLES (Pars Today Italian) - George Soros nell'approccio del governo britannico alle trattative per il Brexit.
In particolare, il passaggio in cui lo speculatore tramutatosi in filantropo "suggeriva" a Theresa May uno stile più morbido e una dilatazione dei tempi, poiché lo shock principale potrebbe partire proprio da un'Unione che senza Londra si scopre più povera, ovvero con un buco di budget dovuto al venir meno del contributo britannico, al netto del rebate ottenuto dalla Thatcher al vertice di Fontainebleu. Ecco a voi la novità di ieri: «Con il Brexit mancheranno 10-11 miliardi ogni anno al bilancio Ue perché, nonostante lo sconto, la Gran Bretagna era un contributore netto». Parole e musica del Commissario Ue al bilancio, Guenther Oettinger, nel presentare il report di riflessione sulle finanze europee post 2020. E ancora: «I tagli saranno necessari nei prossimi 10 anni, perché non possiamo far finta che niente sia cambiato con il Brexit», ha sottolineato il commissario. Ma guarda un po', le coincidenze cominciano come al solito a emergere. E, guarda caso, il giorno successivo al raggiungimento di un accordo tra la stessa Theresa May e i nordirlandesi del Dup, i cui dieci seggi permetteranno alla premier di dar vita a un governo di minoranza, il tutto alla modica cifra di 1,7 miliardi di euro di stanziamenti per l'Ulster. Tutto il mondo è paese, nonostante ci vendano la favoletta delle democrazia mature e avanzate di rito anglosassone.
Insomma, comincia a emergere la verità: è Bruxelles ad aver paura, nel breve termine, del Brexit, non Londra. E lo confermano le parole dello stesso Commissario Ue: «Risparmi e razionalizzazioni colpiranno i fondi per la coesione che vanno alle regioni e a quelli per l'agricoltura. E poi una revisione della spesa ancor più necessaria per finanziare le nuove priorità Ue: migranti, lotta al terrorismo e difesa comune. Lo status quo non è un'opzione, per questo dovranno essere fatte scelte dure». Insomma, un bel campanello d'allarme. Anzi, una sirena vera e propria: «Il gap nelle finanze Ue che nasce dall'uscita del Regno Unito e dai bisogni finanziari delle nuove priorità deve essere chiaramente riconosciuto», si legge nel documento di Bruxelles.
Soros e soldi, un'accoppiata vincente. Un'accoppiata che, piaccia o meno, scrive molti copioni nascosti. Fossi in voi, starei più attento alle fluttuazioni della sterlina o della lira turca che alle trattative formali a Bruxelles o a quella pagliacciata solenne del Russiagate, se volete capire qualcosa del futuro prossimo.