Madrid e Barcellona alla resa dei conti (oltre il calcio)
di Ali Reza Jalali*.
Non sappiamo con certezza se alla fine il referendum sull’indipendenza della Catalogna si farà o meno; da un lato i catalani sembrano certi dell’esito della consultazione, ma il governo centrale di Madrid ha fatto intendere che non starà a guardare e non si limiterà a sentenze della corte costituzionale o di altri magistrati.
L’esecutivo iberico infatti ha ordinato, anche se solo momentaneamente, l’arresto di alcuni politici di Barcellona, accusati di voler organizzare un referendum incostituzionale, visto che la costituzione spagnola esprime in modo netto il valore dell’unità nazionale come valore fondamentale dello stato e delle istituzioni.
Ma da dove nasce l’astio tra la Catalogna e lo stato centrale spagnolo? La tensione tra Madrid e Barcellona ha diverse angolazioni, non solo calcistiche, ma soprattutto culturali, economiche, politiche e ideologiche. I catalani, in primo luogo, non si sentono spagnoli, hanno una lingua del tutto diversa dal castigliano, lingua nazionale ufficiale, e con orgoglio rivendicano la loro autonomia linguistica.
Dal punto di vista economico l’attrito tra Madrid e Barcellona raggiunge vette importanti. In ballo c’è la tenuta della Spagna come paese sviluppato e industrializzato, visto che la Catalogna è la Lombardia della penisola iberica. Senza la Catalogna e senza Barcellona, la Spagna rischierebbe di tornare a una sorta di Medio evo economico, in poche parole, una Spagna senza il suo cuore economico, sarebbe una grande Grecia, nulla di più.
Secondo Wall Street Italia, la secessione della Catalogna sarebbe traumatica, visto che da sola tale regione vale un quinto dell’economia spagnola. I catalani dal canto loro, rivendicano il fatto che una regione sviluppata come la loro in questi anni è stata danneggiata dal fatto di dover mantenere le altre regioni spagnole, più arretrate e meno sviluppate.
Anche le divergenze politiche ed ideologiche sono importanti: Madrid, da sempre legata alla casa reale e al nazionalismo, come si evince anche dall’orientamento della tifoseria del Real Madrid, spesso accusata di simpatie di estrema destra, si oppone a Barcellona, repubblicana, progressista e separatista.
Madrid e Barcellona di certo non si amano, non si sono mai amate, e non si ameranno. Ma bisogna vedere se alla fine un divorzio doloroso potrà risolvere i problemi delle parti in conflitto, oppure se un matrimonio traballante, ma portato avanti costi quel che costi, potrebbe essere ancora la soluzione, se non desiderabile e ideale, almeno preferibile rispetto ad uno scenario di instabilità, che da nazionale potrebbe trasformarsi in continentale.
In fondo anche la Scozia e altre regioni europee attendono con ansia l’esito dello scontro tra Madrid e Barcellona.
*Ordinario di diritto internazionale all'universita' islamica Azad di Shahroud