Onu: intercettare i migranti e' inumano
NEW YORK (Pars Today Italian) - La decisione dell'Unione Europea di affidarsi alla Libia per intercettare e bloccare il flusso di migranti diretto in Italia è "inumana".
Lo scrive il quotidiano britannico "The Guardian" riferendo le critiche espresse da Zeid Ra’ad al-Hussein, il direttore dell'Agenzia per i diritti umani delle Nazioni Unite. "Le sofferenze dei migranti detenuti in Libia sono un oltraggio alla coscienza dell'umanità", ha dichiarato l'alto funzionario Onu "Ed è inumana la politica Ue di aiutare la guardia costiera libica ad intercettare i migranti nel Mediterraneo ed a riportarli a terra", ha aggiunto. Secondo Zeid Ra’ad al Hussein, "il sistema di detenzione dei migranti in Libia è marcio in maniera irreparabile: la comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi davanti agli inimmaginabili orrori a cui i migranti sono sottoposti e far finta che la situazione possa cambiare migliorando le condizioni della loro detenzione". Citando i dati forniti dal dipartimento libico per la lotta all'immigrazione illegale (Dcim), il "Guardian" ricorda che all'inizio di novembre erano 19.900 le persone rinchiuse nei centri di detenzione ufficiali, mentre erano 7 mila alla metà dello scorso mese di settembre: il subitaneo aumento è dovuto al fatto che nel frattempo il Dcim ha liberato migliaia di migranti tenuti prigionieri a Sabratha dai trafficanti di essere umani. Ma ciò non ha affatto migliorato la situazione dei migranti, anzi: gli ispettori Onu hanno visitato quattro centri di detenzione governativi e vi hanno trovato migliaia di uomini donne e bambini in condizioni terribili, al di sotto dei livelli minimi di sopravvivenza, privati della loro dignità umana, brutalmente picchiati e stuprati. Le accuse di Zeid Ra’ad al Hussein sono arrivate all'indomani della riunione del cosiddetto "gruppo di contatto" sulla crisi migratoria nel Mediterraneo centrale, svoltasi lunedì 13 novembre a Berna in Svizzera, in cui tredici ministri di paesi Ue ed africani hanno discusso dei modi per migliorare le condizioni di vita delle persone trattenute in Libia rafforzando allo stesso tempo le capacità della Guardia costiera libica. Reagendo alle accuse delle Nazioni Unite, un portavoce dell'Unione Europea ha ammesso che "la situazione nei campi di detenzione in Libia è inaccettabile e che essi dovrebbero essere chiusi"; tuttavia ha anche ricordato come l'Ue stia dando all'Onu un sostanzioso supporto finanziario proprio perché vengano creati "centri di accoglienza all'altezza degli standard umanitari internazionali". Ma questa è pura ipocrisia, ha ribattuto il capo dell'agenzia per i diritti umani, che sin dall'inizio aveva avvertito come gli accordi Ue-Libia avrebbero condannato una gran quantità di persone alla prigionia ed a subire violenze di ogni tipo: "Non possiamo restare testimoni muti di questa forma di moderna schiavitù", ha scandito Zeid Ra’ad al Hussein, "degli stupri e delle uccisioni commessi allo scopo di impedire a persone disperate di raggiungere le coste dell'Europa".