Il buco nero più lontano dell’universo
WASHINGTON (Pars Today Italian) - La luce della galassia che lo conteneva partì oltre 13 miliardi di anni fa. È stato calcolato che avesse una massa paragonabile a 800 milioni di volte quella del nostro Sole.
Due gruppi di astronomi hanno appena scoperto il buco nero supermassiccio più lontano e più antico mai osservato dall'uomo. Si trova in un quasar e quando la luce della galassia che lo conteneva ha iniziato il suo viaggio l'Universo aveva soltanto 690 milioni di anni, ossia solo il 5% della sua età.
I quasar sono delle sorgenti energetiche che risiedono nel cuore delle galassie e sono generati dai buchi neri più massicci. La loro luce viene prodotta quando del materiale galattico, come gas o anche intere stelle, collassa all’interno del buco nero supermassiccio al centro di una galassia.
Tale materia si raccoglie in un disco di accrescimento intorno al buco nero, raggiungendo temperature fino a qualche centinaio di migliaia di gradi centigradi prima di cadere infine nel buco nero stesso. Il quasar appena scoperto è talmente luminoso che brilla come 40 mila miliardi di stelle simili al Sole
Il buco nero appena scoperto - invece - ha una massa che è paragonabile a 800 milioni di volte quella del nostro Sole. Un numero enorme.
«Riuscire a spiegare come un buco nero sia riuscito in soli 690 milioni di anni a raccogliere tutto il materiale che lo compone è una vera e propria sfida per le teorie che spiegano la nascita e la crescita dei buchi neri supermassicci», ha spiegato Eduardo Bañados, l'astronomo alla guida di uno dei team che ha fatto la scoperta.
Per giustificare la crescita di buchi neri così grandi in così poco tempo, gli astronomi devono ipotizzare che le condizioni presenti quando l'Universo era molto giovane dovevano essere ben diverse da quelle di oggi e in grado di permettere la nascita di buchi neri con masse centomila volte superiori a quella del Sole. Condizioni estremamente diverse rispetto a quelle che portano alla nascita di buchi neri ai nostri giorni, che raramente superano le poche decine di volte la massa del nostro Sole.
Il quasar che è stato scoperto da Bañados è estremamente interessante perché ci arriva da quel periodo della storia dell’Universo noto come “epoca della reionizzazione”, un periodo che vide “emergere la luce” dopo secoli di buio totale.
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