Migranti, Kurz contro le quote: "Costringere Stati membri non aiuta Ue
VIENNA (Pars Today Italian) - "Gli Stati membri Ue dovrebbero decidere da sé se e quanti migranti accogliere".
Il nuovo cancelliere austriaco Sebastian Kurz, fresco di insediamento a Vienna lo scorso 18 dicembre, chiarisce senza mezzi termini la sua posizione sulle quote Ue per i ricollocamenti dei migranti in un'intervista alla Bild am Sonntag, l'edizione domenicale del giornale tedesco Bild. "Costringere i Paesi ad accogliere i rifugiati non porta l'Europa avanti" e "se continuiamo così non facciamo altro che spaccare ulteriormente l'Unione europea", afferma. Kurz, conservatore, 31 anni di cui nove trascorsi in politica, è il capo di governo più giovane d'Europa, e guida un esecutivo composto dal suo partito conservatore Övp e dagli ultranazionalisti del partito Fpö di Heinz-Christian Strache. A suo parere - ha chiarito alla Bild - la discussione sulle quote "non ha senso", perché "i migranti che partono per l'Europa non vogliono andare in Bulgaria o in Ungheria. Vogliono andare soprattutto in Germania, Austria o Svezia". Con queste parole, di fatto, Kurz si schiera con i Paesi Ue che si oppongono alle quote, cioè quelli del cosiddetto Gruppo Visegrad, composto da Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia. Il tutto in un momento in cui l'argomento è tornato a essere oggetto di discussione per il recente scontro sorto fra il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e la Commissione Ue che il meccanismo delle quote lo ha proposto.