L'inizio dell'impoverimento dei Paesi occidentali
Il periodo d'oro sta lentamente svanendo, il divario tra poveri e ricchi aumenta, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si stanno trasformando dalle "vetrine dell'umanità" a focolai di povertà.
Stiamo parlando delle conclusioni dell'ONU e dei principali economisti del mondo. Di recente è stato pubblicato il rapporto "On Inequality in the World" ("La disuguaglianza nel mondo") su cui hanno lavorato oltre 100 economisti di diversi Paesi. Questa squadra era guidata dal francese Thomas Piketty, autore del libro best-seller "Il capitale nel XXI secolo". Le statistiche raccolte da lui e dai suoi colleghi dimostrano in modo inequivocabile che il capitalismo per cui i cittadini dell'ex Unione Sovietica pregavano trent'anni fa non esiste più in natura.Il capitalismo di oggi assomiglia molto più verosimilmente ai romanzi di Charles Dickens: i ricchi si arricchiscono, i poveri si impoveriscono. Entrambi vivono in ghetti: i ricchi in zone sorvegliate, gli altri in case popolari. Gli ascensori sociali, se funzionano, si muovono solo verso il basso. Gli autori dello studio hanno analizzato il tasso di crescita dei redditi in diversi strati della popolazione negli ultimi 36 anni. E' emerso che a partire dal 1980 l'1% dell'umanità è arrivato a possedere il 27% della ricchezza mondiale, mentre il 4% della ricchiezza è detenuto dallo 0,001% della popolazione mondiale, ovvero dalle 76mila persone più ricche del mondo. Allo stesso tempo il tasso di crescita dei redditi della "classe media" è rallentato ed oggi si è quasi fermato. Se la tendenza attuale dell'impoverimento delle masse e dell'arricchimento dei super ricchi continuerà, nel 2050 lo 0,15% della popolazione mondiale possiederà la ricchezza dell'intera classe media mondiale. In sostanza, questo significa che entro il 2050 non esisterà nessuna classe media: verrà fagocitata dai poveri. Il rapporto di Piketty evidenzia un'interessante regolarità. La disuguaglianza economica cresce più velocemente nelle principali economie mondiali. Il successo dei miliardari raggianti viene ripagato dalla popolazione spremuta e impoverita dei Paesi sviluppati. Nel 1980 l'1% dei cittadini statunitensi possedeva il 22% della ricchezza nazionale. Oggi la stessa percentuale di ricchi possiede già il 39%. Il proprietario di Amazon Jeff Bezos ha aggiunto 33 miliardi di dollari al suo patrimonio l'anno scorso e lo scorso novembre è stato proclamato l'uomo più ricco del mondo con una fortuna complessiva stimata in 100,3 miliardi di dollari.Più o meno lo stesso quadro sta prendendo forma in Gran Bretagna. Nel 1984 l'1% dei super ricchi deteneva il 15% della ricchezza nazionale, ora il 22%. Negli ultimi trent'anni, sostiene Piketty, i Paesi leader del mondo occidentale hanno raggiunto lo stesso livello di disuguaglianza economica dei Paesi dell'Africa e del Medio Oriente, tradizionalmente svantaggiati in questo senso.