La zoppicante Unione Europea punta il dito contro la Polonia
Ormai, è ben noto che i rapporti tra alcuni Paesi membri dell'Europa dell'est e gli organismi dell'UE sono in questi ultimi anni in forte fibrillazione su varie tematiche come quella, ad esempio, migratoria sino al non rispetto dei valori fondamentale dell'Unione.
Ma questa volta, la risposta di Bruxelles non si è fatta attendere nei confronti della Polonia che ha promulgato una decina di leggi che vanno controcorrente rispetto a quanto sancito dal Trattato sull'Unione Europea. La Commissione UE ha adottato la misura sanzionatoria sancita dall'articolo 7 del TUE che disciplina la procedura attraverso la quale il Consiglio, a maggioranza di quattro quinti e previa deliberazione del Parlamento europeo, può constatare un evidente rischio di violazione dei principi fondamentali dell'UE da parte di uno Stato parte e rivolgergli raccomandazioni; lo stesso Consiglio, all'unanimità (con esclusione dello Stato interessato), può constatare l'esistenza, da parte di uno Stato, di una violazione grave e persistente dei valori dell'UE richiamati all'art. 2 TUE e, con voto a maggioranza qualificata, decidere la sospensione di alcuni dei diritti connessi alla condizione di membro dell'Unione. Quindi, affinché si possa avviare il meccanismo contenuto nell'articolo 7, del TUE, necessiterebbe il placet del Parlamento e del Consiglio UE.