Usa 2016: Trump fa marcia indietro sulla politica fiscale
WASHINGTON (Pars Today Italian) - Donald Trump ci ripensa, almeno sulle tasse.
Il candidato in pectore del partito repubblicano alle elezioni statunitense di novembre sembra sia intenzionato a modificare sostanzialmente i programmi di politica fiscale portati avanti sinora ad oggi. Quando presentò le sue proposte a settembre, il miliardario parlò di un deciso piano di defiscalizzazione, che incontrò numerose critiche da parte di politici ed economisti: secondo l'associazione apartitica Tax Foundation, i radicali tagli fiscali proposti da Trump avrebbero appesantito il deficit federale con diecimila miliardi di dollari in dieci anni. Una stima prontamente cavalcata dallo staff elettorale della front runner democratica Hillary Clinton, che ha ripetutamente accusato Trump di voler sconsideratamente aumentare il debito pubblico. Si tratta di critiche avanzate anche da destra, dove molti repubblicani ortodossi considerano le ricette fiscali del candidato in pectore un guazzabuglio irresponsabile in salsa populista. Nel dettaglio, il piano originario di Trump includeva varie misure: l'eliminazione dell'imposta federale sul reddito per i singoli con reddito sotto i 25.000 dollari e famiglie sotto i 50.000; netta riduzione dell'aliquota fiscale più alta dal 39,6% al 25%; abbattimento dell'aliquota fiscale per le imprese dal 35% al 15%.