Merkel favorevole a un aumento del biliancio UE
BERLINO (Pars Today Italian) - I ministri delle Finanze di Finlandia e Austria, Petteri Orpo e Hartwig Loeger, hanno pareri opposti in merito all'opportunità di ulteriori contributi alla Ue per la gestione delle frontiere.
Durante uno speciale vertice che si terrà venerdì prossimo si dovrebbe parlare di finanziamenti per il periodo dal 2021 al 2028. L’attuale piano finanziario scadrà infatti nel 2020. Il cancelliere tedesco, la cristiano democratica Angela Merkel (Cdu), è favorevole a un aumento del bilancio Ue, ma a determinate condizioni. “Si può considerare un aumento moderato del bilancio della Ue”, ha dichiarato il ministro tedesco delle Finanze Peter Altmaier martedì a Bruxelles. Da un lato, h sottolineato il ministro, l’Unione perderà il contributo netto britannico di circa dieci miliardi di euro all’anno con la Brexit. D’altra parte, deve finanziare nuovi compiti: protezione delle frontiere esterne, difesa comune, integrazione dei rifugiati. Tuttavia Austria, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi sono contrari a ulteriori esborsi. È quindi improbabile che la questione come una priorità politica da concludere prima delle elezioni europee a maggio del 2019. Il Commissario tedesco per il bilancio di Bruxelles, Guenther Oettinger, sarebbe soddisfatto se i paesi dell’Unione europea ponessero la questione come una priorità politica da concludere prima delle elezioni europee del maggio 2019. Attualmente la spesa della Ue rappresenta circa l’un per cento del pil continentale. Oettinger richiede un aumento all’1,13 per cento. Contributi più alti da soli non sono sufficienti per compensare la Brexit e per gestire i nuovi compiti. La Commissione punta a tagli compresi tra il 5 e il 10 per cento in sussidi agricoli e fondi per le regioni strutturalmente deboli. Circa il 70 per cento del bilancio della Ue ad oggi viene destinato a queste due aree. Alcuni Stati richiedono un taglio più radicale. Il primo ministro olandese Mark Rutte chiede che i fondi strutturali si concentrino sui paesi poveri dell’Europa centrale e orientale. Gli Stati ricchi potrebbero farne a meno, inclusa la stessa Olanda. Ma anche gli europei dell’Est dovranno adattarsi a una riduzione dei fondi strutturali di diversi miliardi di euro. Ciò vale in particolare per Polonia e Ungheria, i cui governi sono accusati dall'Ue di incompatibilità valoriali con l'Unione. “Non possiamo condividere i nostri soldi con coloro che non condividono i nostri valori”, ha affermato il ministro delle Finanze della Finlandia, Orpo. Anche la Germania e la Francia sono d’accordo. Il commissario Oettinger ha compreso il messaggio, ma non tutti i 28 commissari della Ue sono d’accordo: non si possono punire agricoltori e ricercatori con la privazione di fondi se il loro governo commette errori, sostengono.