Essere donna musulmana nel Regno Unito
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LONDRA (Pars Today Italian) - Julie Siddiqi è stata l’ospite del Newbold Diversity Centre, a metà febbraio, dove ha tenuto una conferenza sul tema “Being a Muslim Woman in the UK: A Perspective”.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 01, 2018 03:42 Europe/Rome
  • Essere donna musulmana nel Regno Unito

LONDRA (Pars Today Italian) - Julie Siddiqi è stata l’ospite del Newbold Diversity Centre, a metà febbraio, dove ha tenuto una conferenza sul tema “Being a Muslim Woman in the UK: A Perspective”.

L’evento è stato seguito soprattutto dagli studenti e dai docenti del Seminario avventista inglese “Newbold College”. Nota giornalista e scrittrice, già direttrice della Muslim Society of Great Britain, J. Siddiqi è nata e cresciuta nel Surrey, ed è una convertita britannica.

Ha iniziato la presentazione sottolineando di raccontare semplicemente la propria esperienza e le sue lotte per quanto riguarda le problematiche dell’identità. I musulmani nel Regno Unito sono molto diversi gli uni dagli altri perché provengono da varie parti del mondo.

J. Siddiqi ha presentato alcuni dati interessanti sull’Islam nel Regno Unito. La prima moschea, costruita appositamente per questo scopo, fu eretta nel lontano 1889, a Woking, nel Surrey. Ora ci sono circa 1.500 moschee in tutto il Paese, molte delle quali sono piccole.

I musulmani sono 2 milioni nel Regno Unito e costituiscono il 4,8% della popolazione nazionale. Sono quindi molto meno numerosi di quanto le persone generalmente immaginino. Di essi, il 50% è sotto i 25 anni di età, il che pone problemi interni. J. Siddiqi ha anche rilevato che oltre il 90% della popolazione non musulmana del Regno Unito non ha mai messo piede in una moschea.

 

I musulmani donano regolarmente una percentuale del loro reddito in beneficenza e sono stati tra coloro che hanno dato maggiore aiuto dopo l’incendio della Torre di Grenfell, a Londra.

J. Siddiqi ha partecipato all’organizzazione di varie iniziative volte a creare comprensione tra i diversi segmenti della popolazione britannica. Nella sua vita dedicata all’attivismo comunitario, ha collaborato nel riunire donne musulmane, cristiane ed ebree per formare una catena umana di testimonianza silenziosa lungo il ponte di Westminster, nel marzo 2017, dopo che un estremista aveva seminato caos e terrore nei giorni precedenti. Ha ispirato il movimento “Open My Mosque” e, durante il Ramadan, ha organizzato il “The Big Iftar”, aperto a tutti. Nel “Sadaqa Day” ha raccolto 100 milioni di sterline alla fine del Ramadan, da devolvere in beneficenza. Le iniziative più importanti restano tuttavia le attività di volontariato per pulire aree cittadine, il banco alimentare e i rifugi per i senzatetto.

 

Tratto da http://news.avventisti.it/