Pil cinese ai minimi dal 1990
La Cina è cresciuta ufficialmente del 6,6% nel 2018, il dato peggiore dal 1990
Pechino - La Cina frena ancora nel quarto trimestre 2018 con lo scontro sui dazi con gli Stati Uniti, mentre le parti lavorano all’auspicato accordo: la crescita economica congiunturale è dell’1,5%, quella annuale del 6,4%.
Ma secondo alcuni economisti, la crescita reale, e nascosta dalle cifre truccate pubblicate dal governo, è stata appena dell’1,6% e forse addirittura negativa. Ma ci sono anche altri dati a togliere il sonno ai papaveri del regime, e sono quelli demografici: nel 2018 infatti è stato registrato un altro drastico calo delle nascite, che potrebbe minare le ambizioni economiche della Cina in modo irreversibile.
La crescita rallenta ma tiene e il risultato finale, il 6,6%, rispetta formalmente il target «intorno al 6,5%» annunciato a marzo dal governo, mentre le attese degli analisti sono di un’ulteriore calo anche nel 2019 che dovrebbe essere fissato al 6-6,5%, come hanno riportato i media cinesi riflettendo quanto deciso dalla Central economic work conference di dicembre. Ning Jizhe, a capo dell’Ufficio nazionale di statistica, ha osservato in un’affollata conferenza stampa che, in un contesto esterno «complicato e difficile» e con spinte al ribasso in aumento sull’economia, ci sono ampi margini per le politiche macroeconomiche di supporto per superare le criticità del 2018 segnato dal rallentamento di produzione industriale (+6,2% nel 2018), consumi (+9%), investimenti (+5,9%) ed export, salito di appena il 7,1% da oltre il 10% del 2017.