Germania: il gigante indebolito
Il rallentamento della crescita del commercio mondiale è avvenuto a partire dall'inizio del 2018, proprio quando l'industria automobilistica tedesca ha registrato anche un calo vertiginoso delle vendite sul mercato interno.
Questo simultaneo colpo a due delle vulnerabilità della Germania — la schiacciante dipendenza da un robusto commercio mondiale e l'accelerazione dell'obsolescenza della sua struttura industriale — sta spingendo l'economia verso la recessione. In assenza di uno sforzo politico eroico, un protratto rallentamento tedesco frenerà la crescita europea. Ciò potrebbe alimentare un'ulteriore crescita del nazionalismo, che darebbe un altro colpo al progetto di un'Europa unita. Dall'inizio del millennio, la dipendenza dell'economia tedesca dal commercio estero ha comportato una strana dipendenza dalla forza dell'economia cinese. Mentre la Cina sperimentava una crescita esplosiva nei primi anni 2000, gli esportatori tedeschi — acclamati per i loro prodotti ingegneristici di alta qualità — trovarono una miniera d'oro: un governo cinese che investiva su una scala storicamente senza precedenti in infrastrutture d'avanguardia, consumatori con un appetito insaziabile per Mercedes e BMW e un sistema produttivo che si modernizzò con macchine utensili di fascia alta. Tra il 2004 e il 2006, praticamente tutto l'aumento delle esportazioni della Germania è andato verso la Cina. Inoltre, nel 2009, le autorità cinesi salvarono i produttori tedeschi sull'orlo del baratro a causa dal disastro provocato dalla crisi finanziaria globale. Gli stimoli fiscali e creditizi cinesi, progettati per stimolare l'economia domestica, crearono invece una vorace domanda di prodotti tedeschi.