Venezuela: il blackout, il risultato di due attacchi terroristici
Una operazione, di «terroristi» protetti dagli Usa che aspirano a egemonizzare il dominio geopolitico mondiale.
Caracas- Il Venezuela ha denunciato ieri che il blackout manifestatosi l’altro ieri in buona parte del Paese è stato il risultato di «due attacchi terroristici» al sistema elettrico nazionale attuati da gente «violenta che ha fatto della propagazione del panico fra la popolazione lo strumento per ottenere la destabilizzazione del Paese e saziare la sua ansia di potere con metodi contrari allo stato di diritto costituzionale».
In un comunicato ufficiale si precisa che «un primo attacco, simile a quello registrato il 7 marzo scorso» nella centrale di Guri, "è stato rapidamente posto sotto controllo, permettendo il ripristino dell'erogazione di energia elettrica".
Ma in serata, si dice infine, «mani criminali» hanno provocato un incendio danneggiando gli autotrasformatori ed i cavi di collegamento. Una operazione, si sostiene, di «terroristi» protetti dagli Stati Uniti che aspirano a egemonizzare il dominio geopolitico mondiale.
Dopo il blackout di lunedì sera, che ha interessato 21 dei 23 stati del Paese, la situazione non è ancora tornata alla normalità in molte zone. Anche nella stessa Caracas ci sono quartieri al buio tanto che il governo ha disposto la sospensione per 24 ore di tutte le attività scolastiche e lavorative e lanciato un appello alla calma. Come riporta il quotidiano spagnolo El Pais, il ministro delle Comunicazioni, Jorge Rodriguez, ha affermato che il sistema elettrico "è stato attaccato per danneggiare gli impianti della centrale idroelettrica Simon Bolivar" sul fiume Guri, già all'origine del primo blackout di due settimane fa, durato 6 giorni.