Germania; Grecia e Polonia chiedono i danni di guerra
Berlino- I governi di Atene e Varsavia hanno rispolverato in modi diversi il rebus del pagamento dei danni di guerra da parte di Berlino:
una questione che era già stata avanzata in altre fasi storiche (la più recente in occasione della crisi del debito della Grecia, nel 2015). Berlino, oggi come allora, ha risposto sostenendo che trattati di pace firmati fino al 1990 hanno già chiuso ogni pretesa.
Primo a muoversi è stato Alexis Tsipras, primo ministro della Grecia; il suo governo proprio di recente è uscito da un duro programma di risanamento dei conti pubblici concordato con la Ue e con la Germania in particolare. Syriza, il partito di sinistra di cui il premier fa parte, ha sempre sostenuto di non considerare chiusa la partita dei danni di guerra. Ed ecco che alcuni giorni fa, il parlamento di Atene ha deciso di avanzare nuovamente la richiesta. Quantificandola anche in circa 280 miliardi di euro. «Rivendicare i debiti di guerra dalla germania è un dovere storico ed etico per la Grecia» ha scandito Tsipras ai parlamentari.
La mossa di Atene ha risvegliato anche la memoria dei polacchi tanto che il portavoce del governo Arkadiusz Mularczyk ha scritto su twitter: «La decisione del parlamento greco dimostra che l’internalizzazione del tema risarcimenti di guerra da parte della Germania è realistico». Per ora una dichiarazione diplomatica e non un passo ufficiale come quello della grecia. Ma nel caso della Polonia il prezzo preteso sarebbe molto più alto: tra i 700 e gli 800 miliardi secondo una stima di qualche anno fa.