Dazi, la Cina svaluta lo yuan e colpisce gli Usa
Un crollo che non si vedeva dal 2008 quello della valuta cinese. Un tracollo spiega la Banca centrale cinese (Pboc) in una nota, “dovuto agli effetti delle misure unilaterali e protezioniste” degli Stati Uniti e “all’attesa di dazi contro la Cina”.
La Cina ha infatti svalutato lo yuan – la moneta cinese è caduta sotto la soglia dei 7 dollari per la prima volta da agosto 2015 – rispondendo alle ultime provocazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che la settimana scorsa aveva annunciato nuovi dazi su 300 miliardi di prodotti cinesi a partire da settembre.
Pechino aveva già annunciato “rappresaglie” e non è nuova la strategia di agire sul fronte valutario, svalutando lo yuan, cui si aggiunge anche un’altra misura volta ad esercitare pressioni sugli Stati Uniti, ovvero il blocco delle importazioni di prodotti agricoli statunitensi imposto alle compagnie statali cinesi.