Libia, Conte: l'Italia deve fare di più
L’inviato speciale dell’Onu per la Libia ha denunciato come alle porte di Tripoli sia in corso “una guerra di droni e mercenari” che fa temere “un bagno di sangue”
Roma- L’Italia “deve fare di più” sulla Libia. Lo ha detto il premier italiano, Giuseppe Conte, sollecitato dalla stampa a margine dei Med Dialogues, dove ieri l’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Ghassan Salamé, ha denunciato come alle porte di Tripoli sia in corso “una guerra di droni e mercenari” che fa temere “un bagno di sangue”. Anche perché la capitale “rischia di cadere” in mano alle forze del generale Khalifa Haftar, ha ammonito il ministro degli Esteri libico Mohamed Taher Siyala, e allora “si combatterà in ogni angolo per proteggere i propri figli”. Conte ha annunciato quindi che si adopererà per arrivare a “una posizione comune europea” capace di ricomporre le divisioni della comunità internazionale sulla crisi libica. Divisioni che hanno impedito finora al Consiglio di sicurezza dell’Onu di chiedere un cessate il fuoco, e che in Libia si sono tradotte in un aumento delle “interferenze esterne” visibile, secondo Salamé, da “tipologia delle armi, presenza sul campo e assistenza prestata alle due parti”.