Libia sta diventando una nuova Siria
TRIPOLI (pars Today Italian) - La Libia sta diventando la nuova Siria: i cittadini libici in fuga da una guerra sempre più feroce ed bussano le porte dell’Europa.
Una Libia ormai campo di battaglia di gruppi terroristici come le Forze democratiche siriane alleato americano nella guerra contro il presidente Bashar Al- Assad, sostiene che centinaia di militanti del cosiddetto Fronte al-Nusra la filiale siriana di al Qaeda, Daesh (in arabo Isis) riciclati dalla Turchia, di contractors dalla steppa e di potenze armate di tante voglie di petrolio e di potere. Troppi protagonisti in campo e due grandi assenti: gli Stati Uniti del nemico europeo Trump, e la impotente Nato ricattata dalla Turchia che dopo aver aiutato il macello siriano, ora progetta un nuovo Mediterraneo ottomano.
Ankara trasferisce in Libia i miliziani terroristici reduci dalla Siria. Escalation quotidiana dove i protagonisti del conflitto libico sono sempre di più i Paesi stranieri. A partire dalla Turchia, che dopo aver anticipato dal 7 al 2 gennaio il voto del parlamento per l’invio di suoi militari a sostegno di Tripoli, ha anticipato tutti inviando nella Tripoli minacciata un primo gruppo di combattenti di ritorno dalla Siria. Quanti, dove e come, notizie incerte e contradditorie. A darne per primo notizia stato un video che riprende alcuni ‘volontari’ appena giunti in territorio libico. Immagini assai circostanziate, secondo alcuni esperti, che avrebbero individuato il punto di raccolta nel campo di Tekbali, sul fronte di Salaheddin, alle porte di Tripoli.
Smentisce la presenza di combattenti siriani o altri mercenari a Tripoli è il quasi Governo di al Sarraj. Lui smentisce e altri smentiscono lui. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, creatura britannica anti Assad che svolge ora altre funzioni, parla di circa 300 combattenti trasferiti dal territorio siriano controllato dalla Turchia alla Libia. Libia siriana si annuncia a Pozzallo
Libia, Siria sempre più simili in cosa? Da conflitto di bassa intensità tra gruppi d’interesse armati e contrapposti, a una guerra aperta, con armi pesanti, combattuta da terroristici di varie nazionalità e diversi ‘padrini’ internazionali. Haftar alleato all’Egitto, ai Paesi del Golfo Persico e alla Russia con cui combattono somali, sudanesi e mercenari.