Libia, ultimi sviluppi
L’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal maresciallo Haftar, accoglie l’iniziativa della Russia e della Turchia sul cessate il fuoco, ma non rinuncia alla battaglia per Tripoli.
"Il comando generale delle forze armate accoglie con favore l'iniziativa del presidente della Russia Vladimir Putin di stabilire la pace in Libia, il che è un obiettivo e un compito dell'esercito", ha detto il portavoce dell’LNA Ahmed Mismari. "Tuttavia, le forze armate continueranno la guerra contro i gruppi terroristici classificati come tali dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU", ha riferito. Creare uno stato civile e raggiungere stabilità, sicurezza e democrazia è impossibile senza annientare i terroristi, ha sottolineato Mismari. Ieri i presidenti della Russia e della Turchia Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan nella loro dichiarazione congiunta dopo un incontro ad Istanbul si sono rivolti alle parti del conflitto libico con l’appello di cessare il fuoco a partire dalla mezzanotte del 12 gennaio. Oggi in giornata il premier del Governo dell’Accordo Nazionale (GNA) Faez al-Serraj ha accettato la proposta di Ankara e Mosca. Lo scorso 12 dicembre il maresciallo Haftar ha annunciato la tappa finale dell’offensiva dell’Esercito Nazionale Libico su Tripoli. Secondo il portavoce dell’LNA, Al-Khartoush le loro truppe avevano "fatto progressi eccellenti" nella lotta per la capitale. Il GNA con sede a Tripoli, riconosciuto da ONU e UE, ha formalmente chiesto supporto militare ad Ankara per contrastare l’LNA Si tratta di supporto militare "aereo, terrestre e marittimo" per respingere l’offensiva sulla capitale libica. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, rispondendo alla richiesta di Tripoli, aveva fatto sapere che il Parlamento avrebbe dovuto discutere la mozione sull'invio di un contingente militare nella capitale libica. Al momento in Libia sono attivi due governi: il GNA di Faez al Serraj, sostenuto dall’ONU e dall’UE a Tripoli, ed il governo di Abdullah al-Thani, sostenuto dall’LNA, comandato dal maresciallo Khalifa Haftar. Il 4 aprile, il maresciallo Haftar ha ordinato alle sue forze di lanciare un’offensiva contro la capitale per "liberarla dai terroristi". Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia". Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti.