O grigia austerity o invasione turca
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Toni altissimi pro e contro Brexit, dipingono entrambi scenari deprimenti se le cose non andranno per il verso giusto - E la media dei sondaggi indica parità assoluta
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 14, 2016 02:15 Europe/Rome
  • O grigia austerity o invasione turca

Toni altissimi pro e contro Brexit, dipingono entrambi scenari deprimenti se le cose non andranno per il verso giusto - E la media dei sondaggi indica parità assoluta

LONDRA - Una grigia scia di austerity, con nuovi tagli alla sanità e alle pensioni. È il destino che attende i britannici all'indomani di un eventuale divorzio dell'isola dall'Ue secondo lo scenario da incubo evocato - o minacciato, dipende dai punti di vista - da David Cameron a 10 giorni dal referendum sulla Brexit.

Un appuntamento cruciale con la storia che gli ultimi sondaggi, a voler fare una media fra le oscillazioni da mal di mare dei dati dei vari istituti, affidano ormai a una sorta di bussolotto: indicando parità pressoché assoluta tra il fronte del sì e quello del no.

Il primo ministro Tory, l'uomo che nel tunnel della scommessa referendaria si è infilato con le proprie mani, adesso si mostra allarmato. Votare 'Leave' significherebbe portare il Paese "dieci anni indietro", ha detto facendo leva su argomenti cari al pragmatismo inglese: dal futuro del servizio sanitario nazionale, al costo della casa, alla previdenza.

Cameron ha lanciato il suo messaggio tanto ai lettori del conservatore Telegraph quanto a quelli del progressista Observer (il domenicale del Guardian). Oltre che alla platea indistinta della Bbc, dai microfoni del popolare talk show di Andrew Marr. E in generale è sembrato indirizzarsi soprattutto al segmento maturo della popolazione, più interessato al voto, ma tendenzialmente euroscettico: lo stesso al cui cuore si è rivolto sempre oggi l'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, primate della Chiesa anglicana, invitando a "costruire ponti, non barriere", e dunque a non scavare un fossato con l'Europa.

Ma il capo del governo è andato sul concreto, alle tasche della gente: con la Brexit potrebbero venir meno alle casse del regno "fra 20 e 40 miliardi di sterline" (tra i 28 e i 55 miliardi di franchi), ha argomentato facendo sue le stime dell'Institute for fiscal studies. Una montagna di denaro che andrà in qualche modo ripianata. Magari - ecco l'avvertimento - "rivedendo la riforma delle pensioni".

Non solo: "Se voterete 'Leave' molti dei nostri progetti salteranno", ha ammonito il premier, mentre se la scelta cadrà sull'opzione 'Remain' "vi assicuro che il Paese avrà le risorse finanziarie per mantenere i benefit ai pensionati e proiettarsi verso la creazione di più lavoro, più case e più opportunità per i vostri bambini e i vostri nipoti".

Il suo alter ego George Osborne, cancelliere dello Scacchiere e titolare del Tesoro, più tardi ha rilanciato ipotizzando fra gli effetti della Brexit pure un buco di "1-1,5 miliardi di sterline all'anno" (circa 1,40- 2,8 miliardi di franchi) al bilancio della Difesa". Ossia, "alla sicurezza nazionale".

Paure che trovano eco in queste ore in quelle del governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, di Felix Hufeld, presidente della Bafin, l'autorità finanziaria tedesca, e perfino del numero 2 della Bank Of China, Gao Yingxin. Ma che non scuotono gli euroscettici. "Gli elettori sono stanchi di essere minacciati dai profeti di sventura, non abboccheranno", è la replica di giornata di Nigel Farage, capofila dell'Ukip.

E anche dall'interno del Partito Conservatore di Cameron non mancano i dissensi, talora colorati di sarcasmo. Il popolare ex sindaco di Londra Boris Johnson, per nulla impressionato dalla campagna di discredito

Il milione di turchi

E dalla parte per il Brexit esplode anche la bomba del "milione di turchi" che potrebbe entrare nel prossimo futuro in Gran Bretagna "senza visto". A lanciarla è il Sunday Times di Rupert Murdoch che svela un telegramma inviato sul tema al Foreign Office da una funzionaria dell'ambasciata di Londra ad Ankara.

Nel testo si fa riferimento alla promessa fatta dai Paesi Schengen dell'Ue alla Turchia di eliminare il regime dei visti per un milione e mezzo di turchi in cambio dell'accordo che il regime di Erdogan ha siglato con Bruxelles per contenere il flusso di profughi siriani.

E si suggerisce che anche il Regno Unito - che del sistema di Schengen non fa parte - aderisca per una certa quota. Immediata la smentita dei ministri di Esteri e Interno, Philip Hammond e Theresa May, che denunciano "il leak selettivo" scelto dal giornale (dove non compare alcuna risposta). Mentre gli euroscettici cavalcano la 'rivelazione' accusando il governo di voler "ingannare gli elettori".

Fonte: cdt.ch