Coronavirus: in Cina carenze di trasfusioni
PECHINO (Pars Today Italian) – In Cina, come «effetto collaterale» dell’epidemia di coronavirus, si sta verificando una carenza di sangue negli ospedali di alcune grandi città.
Lo affermano diversi media locali, da China News a Xinhua. La carenza dipende da un lato dalla difficoltà di raggiungere i punti di raccolta e dall’altra dal fabbisogno aumentato a causa dell’infezione, i cui pazienti più gravi hanno bisogno di trasfusioni. La città di Shyian, nella provincia dello Hubei che rappresenta «l’epicentro» dell’epidemia, ha annunciato che la quarantena ha bloccato l’attività dei centri di raccolta mobili nelle strade - riporta il quotidiano China Daily. Le autorità hanno invitato tutti i cittadini tra 18 e 55 anni in buona salute ad andare a donare il sangue. Appelli simili sono stati fatti in tutto il paese: lo Jiangxi Provincial Blood Center ha inviato milioni di messaggi di testo a potenziali donatori, raccomandando di andare a donare indossando la mascherina protettiva e prenotando l’appuntamento per evitare code. Una iniziativa simile è stata presa dalle autorità dello Jiangxi. «Le trasfusioni sono essenziali per i pazienti più gravi con l’infezione da coronavirus - spiega una circolare delle autorità sanitarie dello Jianxi, citata dall’agenzia Xinhua (Nuova Cina) -, perché l’insufficienza di funzionamento degli organi porta ad anemia e a problemi nella coagulazione del sangue, e le trasfusioni sono essenziali per chi viene trattato con l’ECMO, il dispositivo per la circolazione extracorporea». La donazione, riporta sempre l’agenzia, è vietata per chi ha sintomi in atto, mentre chi proviene dalle zone più colpite o ha avuto contatti con un paziente infetto deve aspettare 28 giorni prima di donare.