Coronavirus, Eurogruppo senza intesa
ROMA-I Paesi europei tornano a sedersi intorno al tavolo, seppure virtualmente, per cercare di trovare un'intesa sulle misure straordinarie da mettere in campo per fronteggiare la crisi economica legata alla diffusione del coronavirus.
Ma l'intesa è lontana e l'Europa rimane spaccata. L'appuntamento, atteso da giorni, era la riunione dell'Eurogruppo, il coordinamento informale dei ministri delle Finanze dei Paesi della zona euro, che per l'occasione si è riunito in videoconferenza in una versione "allargata" anche ai Paesi europei che non appartengono all'Eurozona.
L'accordo resta difficile da raggiungere. "Lavoriamo duro per arrivare ad un accordo": così Luis Rego, il portavoce del presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno in un tweet in cui annuncia un ulteriore slittamento della ripresa della riunione. I ministri dell'Economia sono divisi su due punti: il ricorso alle linee di credito del Mes anche se con condizionalità "light" e un fondo per emettere dei "bond" che dovrebbero finanziare la ripresa attraverso la mutualizzazione del debito. Poco prima di mezzanotte, Rego ha riscritto nuovamente su Twitter: "Si lavora per un'ambiziosa risposta della politica economica dell'UE al coronavirus. Sulla buona strada, ma non ancora non ci siamo".
I paesi più colpiti dal virus, Italia e Spagna in particolare, continuano a chiedere la creazione di una forma di strumento di debito comune per fronteggiare la crisi sanitaria e le conseguenze economiche causate dalla crisi. A fianco dell'Italia e della Spagna, anche se con sfumature diverse, restano diversi paesi tra cui Portogallo, Grecia, Malta, Lussemburgo e Irlanda. Ma il blocco dei 'rigoristi' (con L'Aia e Berlino sarebbero schierati anche Finlandia, Danimarca, Austria, Svezia e baltici secondo fonti Ue) insiste sul fatto che gli strumenti ad oggi a disposizione sono sufficienti.
Tratto da repubblica.it